Un paio di settimane fa abbiamo parlato di cosa significa fare influencer marketing, dei vantaggi e di come strutturare un progetto in tal senso.

Oggi invece passiamo dall’altra parte del contratto, perché ti spiegherò cosa non devi fare mai a un bravo influencer se vuoi continuare a lavorare con lui. In questo settore ci sono molti improvvisatori, quindi i professionisti veri vanno tenuti stretti stretti.

Parliamo di retribuzione

I progetti si retribuiscono in denaro. Punto.

Questo paragrafo potrebbe finire qui, ma specifichiamo per bene cosa significa: non valgono gli invii prodotto (si possono fare rare eccezioni per prodotti di alto valore che alla persona ingaggiata interessano davvero) e i buoni acquisto/buoni sconto.

Funziona così anche se la vostra azienda è agli inizi, perché i costi di queste collaborazioni devono far parte dei costi di avvio attività esattamente come il commercialista, l’acquisto dei timbri e dei biglietti da visita, il sito, le mura del negozio/azienda, ecc…

Parliamo di come contattare gli influencer

Di solito arriva una mail, ed è in questa mail che si può concentrare il cuore del disastro che ci farà perdere l’occasione di collaborare con persone di valore.

Per prima cosa: non inviate comunicati stampa. L’influencer deve essere interessato al vostro progetto e un comunicato stampa ha francamente poco di coinvolgente essendo rivolto di solito a giornalisti che non devono essere affascinati da qualcosa, ma debbono trovare in quel testo una notizia da condividere.

Un blogger (il tipo di influencer più ricercato) non è un giornalista, lo scopo di ciò che scrive è diverso, lo stile molto più personale, il mezzo decisamente differente (anche se si tratta di una rivista on line). Anche perché, semplicemente, un giornalista non potrebbe pubblicizzare prodotti in quanto contrario alla deontologia professionale.

Per questo motivo pensare di mandare un comunicato stampa con “preghiera di pubblicazione” vi farà cestinare visto che il blogger va retribuito all’interno di un progetto personalizzabile, e ancora più velocemente vi farà cestinare se lo avrete indirizzato al “Caro/a giornalista“.

Capita spesso, inoltre, che nella mail di contatto sia scritto il nome sbagliato (quante volte sono stata chiamata Silvia, Simona, Stefania…!) o che chi scrive, a volte da un’anomia Gmail, dimostri di non aver mai letto il blog in questione.

Un esempio? Per due anni circa non ho scritto nulla sul mio blog personale, eppure continuavano ad arrivarmi pseudo-proposte che decantavano i miei contenuti freschi, continuamente aggiornati, che sicuramente avrebbero tratto giovamento dall’invio di un fantastico libro illustrato in stoffa per il mio bambino. Peccato che io abbia una figlia femmina di 9 anni.

Parliamo di etica

Un post sponsorizzato, un progetto di influencer marketing retribuito non è una recensione spontanea. Punto. Fine della discussione.

Questo significa che i link alla vostra azienda saranno link nofollow (Google non li considererà per il posizionamento organico) e il blogger deve segnalare la collaborazione con categoria apposita.

“Ma se il prodotto gli è piaciuto e ne scrive bene è come una recensione!”. No. Vi state fregando con le vostre mani, perché se Google è Google e voi no c’è un motivo, e il motivo è che hanno messo in piedi tecniche raffinate per individuare questi mezzucci.

Il discorso della segnalazione della collaborazione nei confronti degli utenti è qualcosa di cui ho serie difficoltà a dover parlare ancora oggi, nel 2016. Ragioniamo: se in mezzo a un film mettessero una scena in cui si decanta un prodotto che ha sponsorizzato il film invece di inserire pubblicità, non vi sentireste truffati? Ovvio, infatti ecco cosa dice la legge europea in merito ai prodotti radiotelevisivi:

L’inserimento di prodotti è sempre vietato nei programmi per bambini, ed è ammesso solo o a titolo gratuito (anche sotto forma di aiuti alla produzione o premi) oppure a pagamento solo nei film per il cinema e le TV, nelle fiction, nelle serie TV, nei programmi sportivi e nei programmi di intrattenimento leggero. Inoltre, l’inserimento dei prodotti non deve compromettere l’autonomia editoriale e di programmazione delle reti televisive; le trasmissioni non devono incoraggiare direttamente l’acquisto dei prodotti inseriti e non devono dare indebito rilievo ai prodotti in questione; i telespettatori devono essere chiaramente informati dell’inserimento prodotti all’inizio e alla fine della trasmissione e dopo le interruzioni pubblicitarie. Non possono essere inseriti prodotti a base di tabacco o medicinali per i quali è obbligatoria la prescrizione medica.

Quindi il blogger deve segnalare, in ogni modo che ritenga opportuno, che quel post è stato scritto in collaborazione con un brand. Il che non toglie valore alla eventuale recensione di prodotto. Risponde semplicemente a una questione etica.

Parliamo di struttura della campagna

Spesso agli influencer arrivano brief poco chiari e confusi. Molto spesso il cliente ha le idee poco chiare e l’agenzia fa quello che può. Se ve la vedete nera parlate chiaro con le persone coinvolte, alzate la retribuzione e fatevi aiutare a strutturare un progetto che sia nelle loro corde e risponda ai bisogni del cliente. I progetti di influencer marketing partecipativo sono di solito i migliori e permettono alle persone coinvolte di creare contenuti più in target coi propri lettori.

Poi ci sono i casi, molto più frequenti del precedente, in cui il brief arriva preciso e puntuale. Anche qui ci possono essere problemi se per mancanza di tempo o mania di controllo scegli una di queste due soluzioni:

  • Far pubblicare a tutti gli influencer un post nello stesso giorno: facilmente i loro utenti saranno simili, a volte perfino uguali, quindi il sovrapporsi dei contenuti otterrà un solo effetto, cioè stufare chi dovrebbe comprare il tuo prodotto e allontanare i tuoi potenziali clienti
  • Far pubblicare a tutti la stessa cosa (o con poche variazioni): perché i progetti partecipativi sono i migliori? Perché la personalizzazione significa varietà e la varietà non annoia, anzi stimola a voler conoscere meglio brand e prodotto, con conseguente incremento delle vendite.

Un promemoria

Lo so, è tanta roba quella che ti ho detto, ma non ti deve fermare dal portare avanti dei buoni progetti di influencer marketing, perché funziona e ti aiuterà a far conoscere il tuo prodotto in modo intelligente.

Per aiutarti a ricordare ciò di cui abbiamo parlato ho preparato per te una grafica che ti faccia da promemoria, perché niente è più bello di un progetto ben riuscito che farà crescere la tua attività!

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