Scrivere è umano, editare è divino

(Stephen King)

Inizio questo post con una citazione del grande Stephen King, un autore che ha dimostrato che non esiste letteratura “bassa” ma che tutti i generi, quando sono ben scritti, creano capolavori.

Nel suo On Writing* King fa una delle disamine più lucide che io abbia mai letto sull’importanza della revisione di un testo.

Ovviamente lui parla di romanzi e racconti, ma gli stessi principi valgono anche per te che scrivi per promuovere il tuo lavoro perché alla fine sempre di scrittura si tratta.

Quindi vediamo le regole d’oro per una revisione accurata dei tuoi contenuti:

  1. Aspetta tempo: è inutile rileggere quello che scrivi un attimo dopo averlo scritto, e questo vale tanto più quanto più è lungo il tuo contenuto; prenditi tempo, fa decantare un testo breve almeno qualche ora e un blogpost o una newsletter per un paio di giorni
  2. Prima rilettura – I Fondamentali: quando riprendi in mano il tuo testo occupati di ortografia (le parole, soprattutto straniere, sono scritte correttamente?), refusi (i programmi di testo non ti dicono che “Mario a la febbre” è un errore 🙄 ), incongruenze (ad esempio quando ti dimentichi di aver cambiato la forma di una frase da negativa ad affermativa ma ti è rimasto un “non” di troppo e stai comunicando il contrario di quello che volevi dire) e la concordanza dei tempi verbali (se inizi al passato prossimo o al passato remoto non puoi saltare, dopo 10 righe, al presente!)
  3. Seconda rilettura – Gli orpelli: attenzione ai pronomi con antecedenti poco chiari (il “che” o “quel” o “di cui sopra” sono pericolosissimi se non è davvero chiaro a cosa si riferiscono) e via gli avverbi (WARNING! quelli in -mente sono i peggiori) e gli aggettivi non essenziali (se ne metti 3 per qualificare un sostantivo ne hai di sicuro due di troppo, a meno di particolari giochi stilistici più adatti a poesia e narrativa che alla scrittura business)
  4. Terza rilettura – Gli alleggerimenti fini:togli le ripetizioni (una buona regola è avere sempre accanto un dizionario dei sinonimi), controllare espressioni onomatopeiche (un “brrrrrrr che orrore!” ci può stare ogni tanto, ma non può essere una costante) e allitterazioni (se non sei la McGrannit che chiama i Grifondori “bambocciona banda di babbuini” devi starne lontana)

Fra una rilettura e l’altra cerca di far passare un po’ di tempo perché più aspetti più ti sembrerà il testo scritto da qualcun altro e più, quindi, sarai indulgente con te stessa lasciando tacere l’editor rompiscatole per dare voce a quella benevola (come insegno nella mia masterclass sulla scrittura).

Ovviamente ora stai pensando “Ma così ci metterò una vita a pubblicare un testo! Come faccio?! Devo lavorare io!” il che è verissimo se ancora non hai ancora abbracciato la grande verità per cui la programmazione e il piano editoriale sono la tua salvezza.

Ecco un po’ di contenuti utili per approfondire questo aspetto:

Chiudo con una citazione dalla grande scrittrice Tina Fay, giusto per ricordarti che non sei sola nella grande lotta dell’editare con saggezza:

Se c’è una cosa che gli scrittori sanno, è che quello che scrivi fa sempre schifo. Tutto prima di Command+Print è un incubo!

Come ricordarti tutto questo? Con l’aiuto della checklist ti controllo da scaricare qui sotto


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