La funzione generativa del marketing - ©Sara Salvarani Sweet Marketing Coach

Il marketing supera la sua visione puramente economica per diventare una funzione responsabile e generativa.

(Giuseppe Morici)

Quando ho iniziato a studiare marketing è stato semplice: dovevo salvarmi la pelle.

Avevo 27 anni e spicci e nell’azienda in cui lavoravo ero l’unica a parlare inglese e a conoscere lo stabilimento contemporaneamente, quindi ero quella destinata a portare in giro i clienti per conto dei commerciali che parlavano un inglese perfetto ma non sapevano nemmeno quanti reparti ci fossero in produzione o come arrivare dal magazzino grezzi al montaggio.

Ma io amo fare le cose per bene, quindi ho iniziato a fare ricerche e a studiare. E mi sono appassionata. E mi sono innamorata (per la seconda volta in quell’azienda visto che il primo giorno di lavoro ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito 😉).

Erano i primi anni 2000 e il marketing soffriva ancora molto degli influssi dell’ultimo ventennio, perciò si spingeva tantissimo, il mantra era sempre “mettice più prodotto!” (cit. Flavia Rubino 😂) e il Cluetrain Manifesto era fresco di stampa e ancora faticava ad attecchire (qui trovi la versione in italiano magistralmente tradotta da Luisa Carrada).

Cinque anni dopo aprivo il mio primo blog personale, poi lo chiudevo e poi finalmente trovavo quel “posto dove appoggiare la testa” che per molto tempo è stata la mia palestra di comunicazione: Mammachetesta.

Dirò sempre grazie a Flavia, a Barbara Damiano, ad Alessandra Farebegoli, Gianluca Diegoli, Mafe de Baggis e Andrea Alfieri per avermi insegnato, partendo dal “mio posto”, a creare un marketing diverso da quello che mi circondava, un marketing che creava invece di urlare, un marketing, appunto, generativo.

Quando ho deciso di dare vita allo Sweet Marketing ho voluto fare un passo ulteriore, creando un’idea, un percorso e una community dedicate a un marketing ancora più attento, coinvolgente e ispirato, un marketing semplice per chi lo fa e di valore per chi lo legge, vede, ascolta.

Ma la base di partenza è sempre quella: la funzione generativa del marketing e oggi ci ragioniamo su.

Perché lo so che fare marketing ti sembra un’attività quasi fine a se stessa, o limitata solo al fare qualcosa per te e il tuo business, ma in realtà il marketing può fare molto di più.

1. Tu cosa vendi?

Nella nostra cultura figlia di un immaginario da film americano pieno di truffaldini venditori di auto usate, vendita=cliente fregato.

Ma ora guarda la pagina prodotti (o servizi) del tuo sito e dimmi onestamente: quello che vendi è una fregatura?

Se la risposta è sì ti saluto qui perché decisamente questo non è il tuo posto, ma se, come penso, ti sei indignata anche solo al pensiero di essere vista come una truffatrice, allora devi far pace con una grande verità: tu vendi soluzioni a problemi, anche quando non offri la-cosa-che-ti-svolterà-la-vita ma semplicemente quello che oggi, in questo momento, farà stare meglio le persone anche solo per un attimo.

Un esempio: mettiamo che tu venda bijoux; quando una tua cliente acquista da te una collana non compra solo un oggetto, ma la gioia che le darà indossarlo, il sentirsi speciale avendolo addosso, il sentirsi bella.

E se vendi…che ne so…prodotti per la casa? Insieme a detersivi e spray i tuoi clienti riceveranno anche sollievo dalla fatica, felicità vivendo in una casa pulita, risparmio di tempo, magari il sentirsi allineati ai propri valori se vendo prodotti rispettosi dell’ambiente.

Già questo significa generare: tu non vendi solo “cose”, tu vendi le sensazioni e le emozioni che si portano dietro.

2. Come lo vendi?

Il come riguarda due aspetti: il canale che scegli per vendere e lo stile con cui promuovi ciò che fai.

Il canale è importante perché se vendi online stai probabilmente generando opportunità per chi non riesce a trovare quel prodotto o quel servizio vicino a casa sua. E nel caso dei servizi non dimenticare anche altri due fattori:

  • da chi acquistare quel servizio (spesso la persona giusta non è vicino a noi)
  • quando usufruirne (non tutti hanno orari compatibili con servizi erogati dal vivo).

E poi c’è il tuo stile, i valori che metti nelle tue vendite, il modo in cui vuoi rendere il mondo un posto più bello un prodotto alla volta, un servizio alla volta. Anche questo significa generare.

3. Il tuo marketing cosa produce?

Ebbene sì: il marketing non è solo vendere qualcosa.

Quando è fatto bene, quando è ispirato e ispirante, quando porta avanti i valori e i desideri che sono il fondamento del tuo lavoro, allora può creare confronto e il confronto crea nuovi modelli di pensiero e i nuovi modelli di pensiero generano cambiamenti culturali.

Quindi il marketing genera più di un incontro fra domanda e offerta: produce comunità di pensiero, luoghi in cui le persone possono confrontarsi e consolidare modelli concettuali, gruppi di essere umani che si assomigliano e rendono il mondo più bello.

Ecco perché il marketing è un tuo dovere: perché abbiamo bisogno di quel cambiamento, di quei valori, di quelle emozioni che solo tu puoi donare.