#SweetGuestWoman_Intervista_Valeria Farina_ng

Eccoci qui pronte e ruspanti per l’intervista mensile a una nuova #SweetGuestWoman! Oggi un’altra invitata davvero speciale: Valeria Farina, splendida imprenditrice dietro al progetto de Le Spezie Gentili e mentore che ho scelto per guidarmi all’interno di questo complesso 2021.

Con lei parliamo di come realizzare i propri progetti partendo dalla fiducia.

D: Ciao Valeria, per prima cosa ti chiedo di presentarti: chi sei, qual è il tuo lavoro e quali sono le tue passioni?

Ciao Sara, mi chiamo Valeria, accompagno donne determinate e gentili nella loro realizzazione, nella vita e nel lavoro. Credo che ognuna di noi abbia la sua definizione di successo, e che ognuna di esse abbia valore.

Se pensi che forza e delicatezza non possano coesistere ti invito ad entrare nel mio mondo!

Ho 47 anni, vivo a Milano con mia figlia e il mio compagno, e nel cuore ho il sogno di una casa nel bosco. Mi piace godermi la vita e tutte le sue sfumature. Adoro i viaggi zaino in spalla mangiando un kebab sul lungomare così come mi piacciono le cene nei ristoranti stellati. Nel mio armadio ci sono anfibi accanto a scarpe tacco 12. Adoro l’alta montagna e le isole greche. Insomma, sono un’amante dei contrasti!! E per questo ho chiamato il mio progetto Le spezie gentili, perché la mia comunità è aperta a tutte le donne, tutte diverse ma con qualcosa in comune: il desiderio di prendersi cura della propria crescita, professionale e non, in un luogo accogliente e rispettoso.

D: Il tema di Luglio è “come realizzare i propri progetti partendo dalla fiducia”, quindi ti chiedo subito: come sei arrivata a sviluppare il progetto de Le Spezie Gentili nella sua forma attuale? È nato subito così o hai fatto modifiche sostanziali? Come hai capito che potevi farcela davvero a dare vita alla tua idea?

Le Spezie Gentili è cambiato tantissimo dal 2016 ad oggi, perché sono cambiata tanto io. All’inizio era un luogo in cui accoglievo le donne che avevano un progetto e cercavano uno spazio in cui raccontarlo. Diciamo che si adattava bene a quello che sapevo fare, ma soprattutto a quello che mi sentivo di poter fare.

Piano piano si è trasformato in quello che è oggi: una comunità di donne che vogliono dedicarsi alla propria realizzazione e che scelgono me come guida per farlo. Io arrivo da un’esperienza di oltre 15 anni in una multinazionale che si occupa di lavoro e crescita professionale, e lì’ mi sono occupata di Risorse Umane, eventi e marketing.

Nel 2016 sono uscita da quel contesto e mi sono dedicata al mio progetto: Le Spezie Gentili. Ci ho messo tanto tempo ad arrivare all’essenza, all’inizio avevo completamente eliminato tutto quello che avevo imparato in precedenza perché mi sembrava necessario allontanarmi per comprendere quello che era davvero mio, e non imposto dall’esterno.

Poi, lentamente, ho “fatto pace” con alcune dinamiche e ho portato quello che mi appartiene nel mio progetto. Anche la fiducia è arrivata piano piano, non perché non ci credessi, ma perché c’era sempre una vocina che mi diceva “ma dove ti credi di andare??” La vocina c’è ancora, ma adesso ho gli strumenti per farla tacere!

D: Quanta fiducia avevi nel progetto e quanto ha contato per mantenere la rotta e perseverare? Hai mai avuto cedimenti?

Premetto che non sono un’amante del perseverare, ma amo la flessibilità. Se una cosa non funziona ci vuole anche la volontà, l’intelligenza e il coraggio di cambiare rotta. Che non significa non avere fiducia nel proprio progetto, anzi, significa dargli la possibilità di diventare quello che è destinato ad essere!

Le Spezie Gentili hanno avuto tanti rallentamenti, o come li chiamo io, prove da superare! Ho cercato a lungo uno spazio fisico in cui realizzare il mio progetto, e per ragioni diverse (sempre esterne) non ha funzionato né il primo né il secondo posto che ho trovato, arredato e sistemato. Poi è arrivato il Covid e ho dovuto, per necessità, spostare gran parte del mio lavoro online. E lì sono stata inondata di bellezza, sono arrivate donne che non aspettavano altro di poter entrare nel mio mondo a cui io non guardavo nemmeno. Oggi una parte delle mie clienti vive addirittura all’estero e per me è meraviglioso!  

Non avrei avuto nulla di tutto questo se avessi proseguito a testa bassa nella mia idea iniziale. La fiducia è sempre stata nell’idea: accompagnare le donne nella loro realizzazione, la modalità con cui lo sto facendo è solo un dettaglio!

D: Come capisci quali progetti o percorsi di comunicazione sono allineati alla tua visione e alla tua missione? Insomma con che criterio fai scelte per il tuo business?

I valori guidano tutto, ho detto no a proposte molto allettanti, ma che sentivo non appartenermi fino in fondo. Per me la persona dietro al progetto è fondamentale, ed è questo che guida le scelte che faccio quotidianamente. Per la mia Bottega dei saperi, per esempio, ogni anno seleziono 10/15 professionisti e la prima scelta deriva da come si raccontano, da come lavorano, dai valori che incarnano. Poi arriva il contenuto.

D: Venendo alla specificità del tuo lavoro: come affianchi operativamente le tue clienti nello sviluppo della loro idea imprenditoriale?

Inizio sempre dalla conoscenza, e poi scavo, come fossi un’archeologa (che tra parentesi era il lavoro che sognavo di fare da bambina) arrivo a capire cosa davvero le spinge a voler dar vita ad un progetto.

Allora e solo allora delineiamo le tappe del percorso che, proprio per questo, non può che essere individuale. Lavoro tanto sul conoscersi e sul capire il proprio reale valore, perché è questo che fa davvero la differenza.

Non ultimo poi capire quali obiettivi si vogliono raggiungere, davvero. Perché anche qui è facile cadere nella trappola del “se non arrivo lì non valgo”, quando non è affatto detto! A me per esempio piace lavorare con i piccoli numeri, e spesso mi sono sentita dire che così non avrei creato un business scalabile. Ma la realtà è che a me non interessava raggiungere quello, bensì fare un lavoro in cui sentirmi realizzata, che mi permettesse di ottenere il guadagno a cui aspiravo, e che mi permettesse di portare nel mondo quello che sapevo fare.

D: La formazione continua è al centro del tuo mondo, quindi ora ti chiedo i tuoi 3 consigli alle lettrici per formarsi come imprenditrici e come persone. Qui amiamo lo studio!

Innanzitutto essere curiose, io cito sempre la scena di “Una donna in carriera” in cui Tess spiega al signor Trask che l’idea imprenditoriale su cui si basa il film, le è venuta leggendo delle riviste non di business, ma di costume. Ecco, per me questo è importantissimo, non sai mai da dove viene una buona idea!

Il secondo suggerimento è quello di circondarsi di persone che alimentano la nostra creatività, io per esempio lavoro quasi sempre con i gruppi perché considero preziosa l’eterogeneità che ne deriva!

Infine essere generose, perché il rischio di continuare a studiare perché non si è mai sufficientemente esperte è dietro l’angolo!! Qui a me piace procedere per fasi: trovo un tema che mi appassiona, studio e poi lo divulgo prima di procedere oltre. Se siamo qui è per fare le imprenditrici non le accademiche, quindi la curiosità deve procedere a braccetto con la generosità di portare nel mondo quanto appreso.


Cosa ne dici? Tu come avresti risposto a queste domande? Raccontamelo e ricorda che il mese prossimo ci aspetta un’altra stupenda intervista!

Tu cosa ne pensi?

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