#SweetGuestWoman_Intervista_Giorgia Lucchi_ng

Anche a giugno incontriamo una #SweetGuestWoman, una donna imprenditrice, freelance, libera professionista che è un punto di riferimento per chi, come te, vuole far crescere il proprio business.

Oggi conversiamo con Giorgia Lucchi!

D: Ciao Giorgia, per prima cosa ti chiedo di presentarti: chi sei, qual è il tuo lavoro e quali sono le tue passioni?

Multipotenziale da prima che il termine diventasse di uso comune, sono una persona curiosa (come uno dei miei adorati gatti), in continuo mutamento e movimento.

Mi piace pensare che i modi per crescere siano molteplici e alcuni siano indipendenti dall’età anagrafica, che ci sia sempre la possibilità di evolvere e arricchirsi lungo il percorso della vita.

Studiare mi è sempre piaciuto, ancora di più da quando posso assecondare la mia curiosità e dedicarmi a corsi e letture scelti da me. La formazione (online e in presenza)  per me rappresenta un oceano di opportunità golose nel quale potrei perdermi.

Più che definirmi sportiva, direi che amo muovermi perché apprezzo enormemente i benefici che ne traggo a livello corporeo e non solo. Ma il corpo ha bisogno anche di riposo e qui mi viene in aiuto la lettura.

Adoro prendermi il tempo per starmene spaparanzata a leggere, al sole o sul divano dipende dalla stagione, in compagnia dei miei gatti e di una bella tazza di tè verde. 

Il mio lavoro, ma forse farei meglio a dire i miei lavori, assecondano la mia curiosità e accompagnano il mio percorso di crescita personale. Al momento sono istruttrice di Pilates, counselor e conduttrice di laboratori di esperienza bioenergetica.

D: Il tuo lavoro è particolare: fino al Pilates direi che ci siamo tutte, ma come sei arrivata a scegliere la bioenergetica e la Gestalt come lavoro? Insomma, qual è stato il percorso che ti ha portato fino a qui?

Ho avuto la fortuna, o forse potrei dire la caparbietà, di scegliere lavori che amo e che nutrono la mia passione e l’energia.

In realtà nasco come traduttrice, una professione tutta di testa che sostiene la mia curiosità e l’amore per le lingue straniere. Ma rientrata in Italia dopo un periodo vissuto in Inghilterra ho sentito il bisogno di trovare una professione che mi portasse più a contatto con la mia pancia, il corpo e le persone.

Così sono arrivata al Pilates e ho scoperto nel lavoro con i gruppi, nell’osservazione e nell’ascolto del corpo e nella cura che posso dedicare alle persone, un’altra professione che amo e che alimenta la mia energia e il mio entusiasmo. Far stare bene le persone mi piace e fa stare bene anche me!

Ho incontrato il counseling in palestra grazie a un’allieva (counselor per l’appunto) che mi ha aiutata ad attraversare il periodo difficile della separazione e del divorzio. Affascinata dall’efficacia di questa professione, in me è nato il desiderio di unire a testa e pancia anche cuore ed emozioni, per accompagnare le mie clienti (ogni tanto c’è anche qualche cliente maschio, ma la maggioranza sono donne) ad attingere a risorse che consentano loro di migliorare la qualità della vita e raggiungere una dimensione di benessere non più solo corporea, bensì psicofisica.

E qui arrivano bioenergetica e Gestalt, che mettono al centro del palcoscenico il corpo nel qui e ora (quello di cui sentiamo parlare tanto ultimamente a proposito di mindfulness) e ne ascoltano tutti i linguaggi. Il linguaggio della testa: i pensieri. Il linguaggio della pancia: le sensazioni. E il linguaggio del cuore: le emozioni. Pancia, testa e cuore finalmente tutti insieme! Più che una scoperta, per me è stato un tornare finalmente a casa. Una casa dove mi sento bene come un topolino dentro in una forma di formaggio.

Il fil rouge che unisce le professioni che ho scelto è dunque il corpo. Che io conduca un laboratorio di esperienza bioenergetica, che faccia un colloquio di counseling, o tenga una lezione di gruppo di Pilates, osservazione, ascolto e cura del corpo sono sempre al centro!

D: Il tema di Giugno è “L’importanza della gratitudine e della condivisione”, quindi ti chiedo subito: come si integrano queste due componenti nel tuo lavoro?

Gratitudine e condivisione sono due parole che significano molto per me.

Siamo esseri sociali, l’evoluzione ci ha portati a cooperare per sopravvivere e io non faccio eccezione. Ho bisogno di condividere e condividermi con le persone, in un continuo scambio nutriente e arricchente. 

Il primo lockdown nel 2020 me l’ha confermato. Pochi giorni a casa e subito ho cominciato a cercare un modo che mi consentisse di continuare a stare bene con le mie persone, anche a distanza. Per il nostro primo allenamento online qualcuna ha usato Skype, qualcuna Whatsapp, qualcuna FaceTime, poi ho scoperto Zoom e… il resto è storia. A marzo scorso abbiamo festeggiato il nostro primo anniversario e i nostri appuntamenti online proseguono e proseguiranno ancora.

Per me poter condividere è un dono e un piacere, mi riempie di gratitudine. Sono grata di poter condividere con chi si affida a me la gioia del movimento, l’energia e il senso di connessione che si creano quando ci muoviamo insieme e ascoltiamo cosa emerge.

Per me la gratitudine è un modo di pormi nei confronti non soltanto del lavoro, ma di tutta vita. Influisce enormemente sul mio benessere, mi aiuta a vedere quanto c’è di positivo nella mia esistenza e mi fa sentire fortunata e felice. Mi piace dire “Grazie” perché trovo che la gentilezza o la bellezza di un gesto, un momento, una parola, un sorriso, un pensiero, non siamo mai scontati e vadano riconosciuti e celebrati.

D: A maggio ci hai parlato del diritto a manifestare la propria rabbia: come si sposa questo con il lavoro sul benessere di corpo e mente che porti avanti con le tue consulenze di bioenergetica? Non dovremmo essere tutti pace-amore-serenità?

La rabbia è una delle nostre emozioni principali, qualcosa che, come dice l’etimologia latina ex moveo, si muove dentro di noi verso l’esterno. Le emozioni sono energia e sono uno dei linguaggi naturali del nostro corpo, che chiede di potersi esprimere liberamente ed essere ascoltato.

Invece nella nostra cultura è difficile esprimere la rabbia, in particolar modo per noi donne, come se fosse un’emozione cattiva o sbagliata. È ritenuto più accettabile che noi esprimiamo emozioni come la tristezza o la paura (mentre spesso gli uomini usano la rabbia per mascherare proprio le medesime emozioni).

Ma la sapete una cosa? Non esistono emozioni cattive o sbagliate! Tutte dicono qualcosa di noi e hanno bisogno di essere ascoltate e riconosciute!

Invece giudicare le nostre emozioni ci impedisce di esprimerle liberamente e così finiamo per soffocarle, tenercele dentro e stare male.

La bioenergetica ci accompagna proprio ad ascoltare il nostro corpo e portare l’attenzione su ciò che proviamo, perché tutto ciò è collegato intimamente con le nostre emozioni.

Dopodiché, ci offre un modo per portare fuori in sicurezza ciò che proviamo. In un ambiente protetto dove possiamo esprimerci liberamente senza timore di essere giudicate, con rispetto verso noi stesse, gli altri e l’ambiente che ci circonda, e possiamo farci qualcosa di utile di tutto quel che emerge, osservandolo, ascoltandolo e sfruttandolo per crescere.

Prendere consapevolezza delle nostre emozioni ci aiuta a scegliere, invece di restare intrappolate in vecchi schemi di comportamento. L’unico modo per raggiungere pace-amore-serenità è ascoltare le nostre emozioni e attraversarle dando loro voce, non giudicarci o fare finta che non esistano!

D: Prima di lasciarci ti chiedo i tuoi 3 consigli alle lettrici per armonizzare la propria energia migliorando il benessere fisico e psicologico. Dacci 3 cose pratiche che possiamo fare!

Anche in questo caso, cara Sara, mi ispiro alla bioenergetica per risponderti.

Possiamo aumentare il nostro livello energetico e migliorare il nostro benessere psicofisico, tramite la respirazione, l’alimentazione e trovando il giusto equilibrio tra carica e scarica, movimento e riposo. Con l’aggiunta di una parola chiave: consapevolezza. E dunque…

Respiriamo!

In una giornata facciamo più di ventimila respiri, ma quante volte ci soffermiamo a osservarne anche solo uno?

Vi propongo di prenderci un momento (o più) durante il giorno, per regalarci un paio di respiri più lunghi e lenti del solito, portando l’attenzione su ciò che stiamo facendo.

Proviamo a inspirare attraverso il naso ed espirare attraverso la bocca, con un piccolo (o grande!) sospiro sonoro.

Rallentare il respiro rallenta tutto il nostro ritmo vitale e attiva il nostro sistema nervoso parasimpatico, quello che rappresenta la risposta normale dell’organismo a una situazione di calma e tranquillità in assenza di stress, una condizione di equilibrio psico-fisico-emozionale (riecco testa-pancia-cuore!) che purtroppo di questi tempi sperimentiamo di rado nella nostra quotidianità.

Muoviamoci!

La sedentarietà ha un costo enorme per tutto il nostro equilibrio psicofisico. Noi siamo fattə per muoverci. Non per niente la natura ha fatto sì che il nostro corpo ci ricompensi  in una quantità di modi quando facciamo movimento.

E non è necessario massacrarci con una maratona (beninteso, se ci piace correre e non ci sono controindicazioni, corriamo pure!), basta goderci una passeggiata all’aria aperta. Nietzsche scriveva che “tutti i pensieri veramente grandi sono concepiti camminando” e della medesima idea erano anche Aristotele, Darwin e Steve Jobs (e molti altri, ovviamente).

Chi lo apprezza, può fare qualche esercizio per aumentare/mantenere la forza fisica. O ancora ballare, per conto nostro o in compagnia. Musica a palla (in cuffia magari, così i vicini non borbottano) e via!

Poi osservate il vostro umore e l’energia e mi direte!

Curo molto la mia alimentazione (concedendomi anche delle sane trasgressioni perché, come Oscar Wilde, resisto tutto tranne che alle tentazioni), ma non essendo il mio campo non mi sento di dare consigli a riguardo.

E allora il terzo consiglio?

Poco fa, Sara, hai detto che il mese di giugno è dedicato alla gratitudine e alla condivisione.

Mi fa un gran piacere condividere anche con te e con le tue persone una breve meditazione sulla Gratitudine che ho condiviso poco tempo fa con le mie.

Così ci riposiamo un po’ dopo aver fatto movimento!

Mi auguro che possa essere utile anche a voi. Buon ascolto, buona vita e… Grazie!

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