Intervista a Giada Centofanti sul tema “dare forza al proprio messaggio e alla propria visione di business”

Nuovo appuntamento con la rubrica #SweetGuestWoman, dove incontriamo donne imprenditrici, freelance, libere professioniste che sono un punto di riferimento per chi, come te, vuole far crescere il proprio business.

A Maggio conversiamo con Giada Centofanti!

D: Ciao Giada, per prima cosa ti chiedo di presentarti: chi sei, qual è il tuo lavoro e quali sono le tue passioni?

Sono una persona curiosa e in costante divenire e mi sa che è proprio per questo che ho scelto un mestiere legato al cambiamento! Infatti faccio la coach e unisco gli strumenti incredibili di questo metodo a quelli della produttività consapevole per aiutare le mie clienti (sì, quasi tutte donne) a raggiungere gli obiettivi ambiziosi che si pongono senza però mandare alle ortiche il loro benessere, sacrificare il tempo libero, annientare la creatività.

Mi piace scoprire e studiare cose nuove. Come vi dicevo sono curiosa e so che se vincessi la lotteria spenderei tutto in corsi e libri. Beh, anche diavolerie tecnologiche, a dirla tutta.

E poi sono appassionata di misteri e di serie tv, possibilmente noir e mistery chiaramente, così posso fare uno dei miei giochini preferiti: tentare di fare il profilo psicologico del personaggio di turno (ndr: ti capisco bene sorella! 🤣 )

Penso proprio che questo mix di interesse verso gli enigmi, il comportamento umano, l’analisi del problema come opportunità e il pensiero sistemico mi abbia portata al mestiere che faccio oggi.

D: Il tema di Maggio è “dare forza al proprio messaggio e alla propria visione di business”, quindi ti chiedo subito: cosa sono per te il messaggio e la visione di un business?

Vi confesso che ad affinare il mio messaggio io ho fatto davvero una gran fatica ma proprio per questo so che è l’elemento essenziale per far capire alle tue persone quello che fai.

Un messaggio definito con precisione ti permette di comunicare con chiarezza cosa fai, per chi lo fai, il beneficio che porti a queste persone con il tuo lavoro. Il tutto deve essere legato con cura dal filo dei tuoi valori e della tua personalità, gli elementi che ti consentono di attrarre le persone cui vuoi lavorare e respingere quelle che non sono giuste per te. 

Se non riesci a trasmettere un messaggio chiaro, è un bel problema, anche in termini di vendite e di crescita dell’attività.

La visione per me ha diversi significati: c’è quella più ampia, lo scopo ultimo che ti muove e ti motiva e che, come i valori, difficilmente nel tempo cambia, mentre può cambiare il percorso che fai per camminare verso quella visione. 

Se però ci spostiamo in un arco di tempo definito e relativamente più vicino (5 o 10 anni ma anche 1 anno), la visione rimane motivante e ambiziosa ma diventa qualcosa di più concreto, va delineate con precisione come se volessimo descrivere la scena di un film in cui vogliamo trovarci.

D: Partendo da qui, come capire quali progetti o percorsi di comunicazione sono allineati con questi nostri principi?

Ecco la visione è essenziale per definire le priorità: tu pensi alla visione globale e poi a dove vuoi essere fra 12 mesi, a come ti vuoi sentire, alle persone con cui vuoi essere, ai risultati che vuoi aver raggiunto, e analizzi i progetti e le idee che vuoi realizzare con questo filtro. 

Siccome non possiamo fare tutto, anche se a noi che abbiamo spirito creativo e imprenditoriale piacerebbe un sacco, dobbiamo chiederci sempre “Questo progetto mi aiuta a camminare nella direzione della mia visione?”. 

È difficile rinunciare a idee e progetti, lo so, ma è fondamentale imparare a dire di no alle cose che in realtà non ci fanno muovere sul sentiero giusto per noi. Perché ci dà la possibilità di mettere energia e focus su quelle che invece contano davvero.

La comunicazione poi è una cassetta degli attrezzi che ci aiuta a portare all’esterno il messaggio. E anche in questo caso dovremo scegliere un attrezzo alla volta, quello giusto in quel momento di vita del nostro business. 

Abbiamo questo bisogno indotto di dover usare qualsiasi canale di comunicazione, ma non è che per montare una libreria usiamo in contemporanea la pinza, il martello, la chiave inglese e la sega. No, usiamo un cacciavite e al massimo un trapano se vogliamo fissarla al muro (e poi magari un calmante se abbiamo litigato con le istruzioni di montaggio).

Beh, secondo me questo è applicabile anche alla comunicazione: bisogna scegliere di usare i canali giusti per il business nella fase in cui è, né più né meno. E questo ovviamente vuol dire che sotto ci deve essere una strategia o quantomeno un’idea di base degli obiettivi che vogliamo raggiungere con la comunicazione che ci aiuti a testare i canali e poi a verificare se hanno funzionato o meno.

D: E come possiamo vedere quando è il momento di perseverare nel nostro percorso di business e quando, invece, abbiamo bisogno di una revisione?

Perseverare è importante perché abbiamo bisogno di darci un tempo sufficiente proprio per capire cosa sta funzionando e cosa no. Se io mando una newsletter 2 volte e poi sventolo bandiera bianca perché è stata aperta da pochissime persone e quindi penso che non valga la pena continuare, in realtà non mi sto dando il tempo di sperimentare, di fare modifiche per capire  se veramente non è il canale giusto o magari era l’oggetto dell’email che non invogliava ad aprirla, il giorno in cui l’ho mandata che era un giorno troppo pieno, le persone che si sono iscritte che non sono in target. 

Ci vuole tempo per poter stabilire se qualcosa sta funzionando oppure no, soprattutto quando le variabili in campo sono tante.

In linea generale direi che c’è invece bisogno di una revisione quando sentiamo di essere in una fase di stallo e le stiamo provando tutte ma non ne usciamo. Oppure quando c’è un disagio o una frustrazione che a una prima analisi non sappiamo bene da dove arrivino ma in genere sono legata al fatto che stiamo facendo qualcosa di non allineato ai nostri valori.

Un messaggio però è importante che passi: nessun business vale la nostra salute. Ok la perseveranza, ma se sento che per il mio benessere mentale e fisico ho bisogno di fermarmi, mi fermo. Non è facile, mi rendo conto, ma è fondamentale perché la salute non ce la dà indietro nessuno.

D: Ok ora dacci i tuoi 3 consigli per costruire un business solido partendo subito col piede giusto

  1. Avere un approccio curioso secondo me è essenziale perché ci dà modo di sperimentare senza aver troppa paura di sbagliare. Provare, sporcarsi le mani, capire cosa ci piace fare e cosa no, sono tutti passaggi importantissimi nella fase iniziale del business ma anche tutte quelle volte che vogliamo lanciare un nuovo servizio o prodotto oppure quando sentiamo che gli stimoli stanno un po’ sfumando. La sperimentazione ci riporta in una fase di gioco in cui tutto è possibile e per questo rimette in circolo entusiasmo e creatività.
  2. Dopo aver sperimentato per un po’ sapremo anche dov’è che facciamo fatica: la comunicazione, il business plan, l’organizzazione… Beh, lì secondo me è il momento di farsi aiutare perché uno sguardo esterno è sempre utile a farci vedere cose che magari avevamo sotto il naso ma non riconoscevamo. E poi perché ci permette di usare al meglio le nostre energie e il nostro tempo.
  3. L’ultimo consiglio che mi sento di dare è: viaggiate in compagnia. Lavorare in proprio è un sfida, è divertente, è stimolante, ma è anche stressante a livello fisico e psicologico. Se camminiamo in gruppo, potremo farci aiutare a portare lo zaino quando siamo stanche e più in là ricambieremo. E poi ci fermeremo su un prato a chiacchierare e ridere e celebrare il percorso fatto. Fatta insieme, la strada è molto più arricchente.

D: Infine, presentaci un tuo servizio o un tuo freebie che possa aiutare chi sta leggendo a costruire in modo sano quel percorso

Vi propongo un workbook gratuito che potete usare per delineare la vision a lungo termine, poi quella a 12 mesi e a partire da lì stabilire un obiettivo trimestrale, gli indicatori per capire se lo state raggiungerlo o meno e le attività da fare per raggiungerlo.

Il workbook segue il metodo che uso di solito con le mie clienti per aiutarle a concentrarsi sulle attività giuste al momento giusto, a stabilire le priorità e a non perdere energia su progetti che non le porterebbero lontano.

Intervista a Giada Centofanti

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