Come si fanno funzionare insieme i funnel e la newsletter? E cosa sono i funnel? Ti rispondo nel post!

Ok, l’ho fatto: ho usato un urfido inglesismo. Funnel marketing. Che in un attimo evoca i peggior markettari del mondo, tutta la pubblicità invasiva anni ’80 e pure una sana orticaria per l’ennesimo termine made in USA che ti tocca tradurre.

Lo so, tranquilla, rimedio subito.

Partiamo dalle definizioni: cos’è il funnel marketing?

Il Glossario del Marketing lo definisce così:

Funnel: modello di marketing tradizionalmente impiegato per descrivere e analizzare il path to purchase, ossia il percorso compiuto dal consumatore nel corso del processo di acquisto, dal momento della consapevolezza dell’esistenza di un certo prodotto, all’acquisto del prodotto medesimo.

In soldoni i funnel sono tutte quelle sequenze di azioni che metti in atto per portare il tuo cliente ideale dallo scoprirti al comprare da te e anche a parlare di te con altri potenziali clienti.

Perché lo chiamiamo funnel? Perché “imbuto” è oggettivamente più bruttino 😅

Ecco qui come si presenta tecnicamente

Il funnel marketing

Quindi parliamo di funnel a partire da un qualunque canale di comunicazione, ma obiettivamente ce ne sono alcuni molto più utili ed efficaci di altri, perché se quasi tutti i canali vanno bene per la fase di consapevolezza (della tua esistenza), ovvero per farti conoscere dalle persone (sì, ok, canali diversi a seconda del target, ecc… ma oggi il tema è un altro), non tutti sono così utili nel gestire l’intero ciclo di acquisto del cliente.

Al momento i due strumenti migliori per farlo sono Facebook tramite la pubblicità a pagamento (Instagram non funziona così bene, per lo meno non per tutti i settori) e la newsletter.

Nella newsletter non tutti i funnel sono di vendita spinta, alcuni si limitano a una vendita più soft, oppure sono funzionali a suddividere gli utenti in più categorie a cui indirizzare contenuti diversi sulla base dei loro interessi, bisogni e desideri.

Quali sono i funnel che “vivono” nella newsletter

Con gli attuali strumenti di mailing (te ne parlo oggi su Instagram) possiamo costruire percorsi davvero articolati per i nostri clienti, ma le tipologie principali sono 3:

  • La sequenza di benvenuto, classico esempio di funnel “soft” sul lato vendita
  • I funnel di teaser, di creazione di aspettativa, che servono a capire chi è interessato a determinate tematiche su prodotti in lancio
  • I funnel di vendita che vogliono portare gli utenti da un punto A (ad esempio un freebie) a un punto B che di solito è un prodotto/servizio.

Questi funnel possono anche essere messi in cascata, ad esempio iniziando con la sequenza di benvenuto, al termine della quale a seconda del freebie di provenienza possiamo inserire un funnel di vendita oppure mettere in mezzo uno step ulteriore per capire qual è il prodotto preferito fra due simili per le persone che arrivano da quel determinato prodotto gratuito.

Ad esempio io, dopo la mia sequenza di benvenuto, potrei far partire, per chi arriva da Bon Voyage, un funnel per capire se le imprenditrici sono interessate più a Totem o a una nuova consulenza e poi far partire un funnel di vendita specifico per ognuno dei due gruppi.

Al momento non ho strutturato così le cose ma nella teoria è decisamente fattibile.

Come si struttura un funnel di vendita?

Ovviamente non c’è una regola precisa per strutturare un funnel di vendita, ma diciamo che gli schemi più gettonati sono quello dei 3 video, quello del percorso gratuito di mail e quello delle 5 mail.

Il funnel dei 3 video è, appunto 🙄, costituito da 3 video, di solito formativi, in cui spieghi qualcosa o fai vedere come si fa a fare qualcosa di inerente al prodotto che poi vuoi vendere.

Dopo i tre video hai due opzioni: o una mail di presentazione del prodotto o un webinar (Q&A, racap del percorso, ecc…) al termine del quale fai il lancio. In entrambi i casi spesso è prevista una scontistica o dei bonus per un tempo molto ristretto per chi acquista durante il webinar o entro una data specifica.

Il funnel del percorso gratuito di mail è sostanzialmente identico a quello dei 3 video ma strutturato in modo testuale.

Il funnel delle 5 mail invece è il più spinto e di solito è usato nella fase di vendita vera e propria, dopo un eventuale periodo di prelancio. È strutturato così:

  • Mail 1: annuncio del prodotto con descrizione della sua magnificenza 😍
  • Mail 2: narrazione di come il tuo prodotto abbia già aiutato altre persone o, nel caso sia completamente nuovo, di come sei arrivata alla sua ideazione partendo da un bisogno che hai individuato
  • Mail 3: descrizione della futura vita del/della cliente dopo l’acquisto del prodotto cercando proprio di far visualizzare come sarà tramite una descrizione accurata e immaginativa
  • Mail 4: presentazione chiara dei risultati che offri; se è un ri-lancio di qualcosa di già esistente puoi inserire i risultati ottenuti da altri/e clienti o le loro recensioni
  • Mail 5: last call per l’acquisto.

Bene, ora che siamo entrate più nel dettaglio dimmi: tu usi già i funnel abbinati alla tua newsletter? In che modo? Con quale struttura? Aspetto i tuoi commenti!

Come si fanno funzionare insieme i funnel e la newsletter? E cosa sono i funnel? Ti rispondo nel post!
Funnel marketing e newsletter: ecco come usarli insiemeFunnel marketing e newsletter: ecco come usarli insieme

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