Etica e poetica del marketing

Quando si parla di marketing i pensieri sono, per lo più, di due tipi:

  1. il marketing è un rigido insieme di regole che vengono applicate come fredde formule senza cuore né anima
  2. il marketing ha come scopo di imbrogliare la gente vendendo cose di cui le persone non hanno bisogno.

Ma come sai io porto avanti una strenua campagna contro stereotipi, preconcetti e soprattutto a favore di quel marketing bello e di valore che chiamo Sweet Marketing.

Occorre occuparsi sia della poetica che dell’etica del marketing. Parafrasando la definizione dell’Enciclopedia Treccani, per poetica intendiamo la disciplina dell’ars pubblicitaria, cioè l’insieme delle norme che regolano la sua produzione. La poetica, in questo senso, mira a esplicitare le condizioni logiche e tecniche del marketing, a rispondere cioè alle seguenti domande: che cos’è il marketing? Come si distingue da altre discipline? Qual è il rapporto tra marketing e conoscenza? Quali sono i principi generali che presiedono alla produzione pubblicitaria? Qual è la logica interna della comunicazione di marketing? Quali i suoi possibili modi di realizzazione? Per etica del marketing, più semplicemente, intendiamo la ricerca e il mantenimento di un senso complessivo profondo di ciò che facciamo quando facciamo marketing, non in quanto fine a se stesso, ma in quanto inserito in un contesto più ampio, in cui l’uomo, la sua vita, le sue relazioni e la società intera vengono costantemente messi e tenuti in primo piano.

(Morici, Giuseppe. Fare marketing rimanendo brave persone: Etica e poetica del mestiere più discusso del mondo)

Quando promuovi i tuoi prodotti e i tuoi servizi, quando ti fai conoscere curando il tuo personal branding, come si muovono i tuoi pensieri?

Ti concentri sul desiderio di fare soldi o sul creare uno stile di pensiero, una community di persone che vivono secondo gli stessi principi, gli stessi valori e le stesse passioni?

Lo scopo del marketing ben fatto è quello di creare una comunicazione che si inserisca in modo naturale nel nostro contesto sociale e culturale, facendo in modo che i tuoi clienti si sentano partecipi di quel contesto e che ti scelgano non per riempire un vuoto nelle loro vite, ma perché condividono con te il senso del tuo agire.

Facciamo un esempio: ultimamente si sta parlando molto (e giustamente) dei danni del fast fashion e molte persone, soprattutto donne, sono sempre più attente a cosa comprano e da chi, prediligendo prodotti artigianali, prodotti in Italia o magari all’estero, ma all’interno di contesti che promuovono l’equità dei compensi, l’empowerment femminile e la tutela dell’ambiente.

Bene, queste persone come fanno a scovare questi brand sostenibili? 

Li hanno tutti nel giro di pochi chilometri? Forse nelle grandi città, ma per chi, come me, vive in piccoli centri in cui questa cultura è poco diffusa l’unica possibilità è che queste meravigliose artigiane comunichino la propria esistenza, che mi facciano sapere che esistono, cosa fanno e come lo fanno.

Chi sceglie questi prodotti lo fa perché si incastrano nel senso profondo delle proprie scelte.

E non parliamo di massimi sistemi … parliamo di vestiti! Come potremmo parlare di cibo, libri, automobili, consulenze tecniche, allestimenti floreali, candele, mobili e qualunque altra cosa che debba essere acquistata.

È vero che il prezzo di ciò che compriamo è importante, ma lo è ancora di più il senso con cui sono fatte le cose che acquistiamo. 

Etica e poetica del marketing

Fare marketing è un dovere per tutte quelle imprenditrici che fanno proposte di valore, perché devi permettere ai tuoi potenziali clienti di scoprirti e sceglierti, portando avanti i valori, i principi e l’etica che condividete.

Da 6 anni insegno la poetica del marketing e da 9 porto avanti un’etica del marketing, ed è l’insieme di questi due fattori che mi permette di costruire strategie e contenuti per me e per le mie clienti con un entusiasmo sempre rinnovato.

Perché so che fare marketing è mettersi al servizio di chi cerca qualcosa per migliorare la propria vita o quella di chi ama e di farlo senza abdicare ai propri valori e ai propri principi.

Quando ti sentirai stanca nel creare il tuo nuovo piano editoriale, quando ti chiederai perché stai investendo così tante energie nel convincere le persone che hai ciò che serve loro, in tutti quei momenti fisiologici di stanca-marketing, ricordati che hai un compito che va al di là di te stessa: condividere le tue capacità con chi ha bisogno del tuo lavoro per vivere in modo rispettoso di sé stesso, dei suoi valori e del mondo.

Quindi ora prendi carta e penna e chiediti: qual è il senso che sta sotto a ciò che faccio?

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