Oggi scopriamo insieme come usare Facebook per promuovere la tua attività senza snaturarti. #sweetmarketing #iltuolavoroletueregole #imprenditricicreative #facebookmarketing

Ieri su Instagram abbiamo parlato delle basi di Facebook e oggi, come promesso, approfondiamo il discorso su come usare Facebook il tuo business.

Le logiche di Facebook

Facebook è gratuito per tutti gli iscritti ma non è una onlus, ci lavorano migliaia di dipendenti (48.000 dall’ultimo dato fornito a maggio 2020), quindi deve fatturare.

Come lo fa? Con la pubblicità, ovvero rendendo vantaggioso per le aziende sponsorizzare dei contenuti all’interno di Facebook stesso.

Quando Facebook ha introdotto le pagine la visibilità organica (= non sponsorizzata) era del 100%. Negli anni è progressivamente calata: prima al 60%, poi al 35% nel 2017 e oggi varia fra il 5,8 e il 2,4% a seconda delle dimensioni della pagina (più fan abbiamo meno i nostri contenuti sono visibili).

Questo è dovuto a due fattori:

  1. l’aumento del numero di utenti: più utenti significa più contenuti e quindi un maggiore “affollamento” di post sui loro feed con comprensibile dispersione dell’attenzione
  2. l’algoritmo che regola Facebook e che si muove su due binari: il primo è di privilegiare ciò che alle persone interessa di più (e comprensibilmente le persone saranno più interessate ai post dei loro amici che a quelli di una pagina aziendale), il secondo è di promuovere la pubblicità a pagamento per sostenere tutto il sistema.

“Eh ma non è giusto, prima era gratis!”.

Esatto: PRIMA. Ma Facebook non è casa nostra, come non lo è Instagram, LinkedIn, Twitter o qualunque altro social, quindi a casa degli altri se ne seguono le regole.

Ed ecco anche perché ti dico sempre che devi avere un blog e una newsletter.

I luoghi di Facebook

Facebook, nato come sito per connettere compagni di scuola vecchi e nuovi, è ormai un ecosistema complesso di cui fanno parte 3 “strumenti” che usiamo quotidianamente o quasi: Facebook stesso, Instagram e Whattsapp.

Ma anche al suo interno ci sono più luoghi in cui puoi stare e se vuoi usare Facebook per promuovere la tua attività devi conoscerli:

  • Il tuo profilo: il profilo è obbligatorio per accedere a Facebook e senza questo sei fuori dal sistema. Il profilo, però, può esistere solo per persone con nome e cognome, persone che possano esibire una carta di identità. Quindi sono escluse aziende, enti, associazioni, organizzazioni, studi professionali, no profit, circoli, squadre sportive, ma anche gli animali e i terrificanti profili di coppia o di famiglia.
  • La pagina: la pagina serve per tutto ciò che non può avere un profilo. Sì, anche il cane e sì, anche la tua squadra di bocce.
  • I gruppi: un gruppo è un insieme di persone che si riunisce per parlare di qualcosa. Può essere aperto (visibile a tutti e con contenuti visibili a tutti), chiuso (lo può trovare chiunque ma non si leggono i contenuti a meno di non essere iscritta) o segreto (non lo trovi se non su invito e ovviamente non vedrai i contenuti finché non sarai iscritta). I gruppi possono essere legati a una pagina (che ne può anche essere amministratore) oppure no.

Ma perché avere una pagina e non un profilo?

“Ok, va bene, ci sono le regole, non è casa nostra e bla bla bla….ma dai Sara, i profili hanno una visibilità più alta…vuoi che becchino proprio me?”.

Sì.

Perché se le cose non funzionassero, se i profili “fuori legge” non fossero rintracciabili dall’algoritmo saremmo noi i geniacci e non il buon Mark.

Inoltre, se vuoi usare Facebook per promuovere la tua attività, senza una pagina ti perdi un sacco di strumenti importanti:

  • le Facebook Ads che sono delle vere e proprie macchine macina dati grazie alle quali puoi farti conoscere e far scoprire il tuo lavoro a persone davvero interessate e che hanno già interagito con te sul sito (magari leggendo un blogpost) o che sono iscritte alla newsletter o che hanno guardato quel video sulla tua pagina fino al 50% del tempo totale (sì, puoi fare anche questo)
  • gli insight, ovvero gli analytics di Facebook (cosa sono i VERI insight te l’ho spiegato qui) che ti permettono di capire cosa funziona e cosa no fra i tuoi contenuti; ricorda che senza guardare i dati non puoi sapere se la tua comunicazione funziona oppure no.

Ma quanto conta il numero dei follower?

Lo so che i puristi ti diranno che non conta nulla, ma è vero con riserva.

Mi spiego: non conta abbastanza da avere una crisi quando cala (la gente cambia opinioni, interessi, si cancella, fa scelte diverse, ecc…) o da comprarne (azione completamente senza senso perché non ti dà follower in target o, se lo sono, i loro like sono stati acquisiti illegalmente).

Ma conta a livello di immagine e conta per fornire all’algoritmo sempre più dati su cui basare le Facebook Ads.

Puoi approfondire il tema qui.

Vuoi usare Facebook per il tuo business? Ti serve una strategia

Essere su Facebook è come usare un qualunque altro canale per la tua comunicazione: ti serve una strategia.

Quindi devi iniziare a farti delle domande:

  • Il tuo cliente ideale è qui? (Se non c’è lascia perdere!)
  • Se invece c’è, cosa fa su Facebook? Di cosa parla? Con chi? Quali pagine frequenta e quali gruppi?
  • Cosa impari da questa analisi sui contenuti che gli interessano?
  • Sta cercando i temi di cui parli?
  • Come preferisce interagire? Preferisce condividere, commentare o cliccare sui link?
  • Preferisce leggere testi, guardare video o scorrere immagini?

Raccolti tutti questi dati devi decidere per cosa vuoi usare la tua Pagina Facebook: vuoi condividere i tuoi blogpost? Vuoi fare video divulgativi? Vuoi stimolare l’interazione con domande? Sarà il luogo del customer care o solo la vetrina dei tuoi prodotti? Ha senso avere anche un gruppo o i tuoi clienti preferiscono usare solo la pagina? Se userai il gruppo come lo userai? Con quale funzione? Dove proporrai le tue offerte? E ogni quanto le proporrai? In che forma?

Ecco, ora che hai sciolto anche i nodi di tipo strategico (= le scelte chiave per portare Facebook a essere uno strumento di business) sei pronta a stilare un piano editoriale sia per i contenuti organici sia per quelli a pagamento.

Spero che a questo punto tu stia ancora respirando perché di solito quando le persone capiscono che essere sui social significa avere un piano hanno un piccolo tracollo emotivo.

Quindi dimmi: conoscevi quello che ti ho raccontato di Facebook? E ti eri fatta le domande strategiche che ti ho proposto? Raccontamelo nei commenti!

Oggi scopriamo insieme come usare Facebook per promuovere la tua attività senza snaturarti. #sweetmarketing #iltuolavoroletueregole #imprenditricicreative #facebookmarketing
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