Comunicare la complessità è una delle cose più difficili da fare. Prova a pensarci: quante volte ti è capitato di lamentarti o di far correre il cervello come un criceto su una gigantesca ruota panoramica cercando di capire perché il tuo lavoro non era capito e apprezzato in tutta le sue sfaccettature e per tutto l’impegno che ti richiede?

Esempio classico come la panna su una coppetta di fragole: hai creato il tuo nuovo prodotto o il tuo nuovo servizio, hai fatto un lancio con tutti i sacri crismi come ti è stato insegnato, hai stabilito un prezzo corretto, ci hai messo impegno, competenza e amore, ma non si vende, o almeno non quanto dovrebbe, e soprattutto le richieste di sconto si sprecano.

Perché? Cosa stracavolo di un accidenti è andato storto?

Bene, ora ti svelo un segreto: puoi seguire tutte le regole di questo mondo, ma se non rendi comprensibile e chiara ai tuoi potenziali clienti la complessità del tuo lavoro otterrai ben pochi risultati.

Partiamo da una domanda: cos’è la complessità? Secondo il vocabolario Treccani

complessità s. f. [der. di complesso]. – 1. L’esser complesso (nelle varie accezioni dei sign. 1 e 2 di quest’agg.): cdi una questionedi un ragionamentodi una costruzione teoricacdi un atto giuridicoesaminare una situazione in tutta la sua complessità

Ok, grazie tante dobbiamo fare un altro passo

complèsso agg. [dal lat. complexus, part. pass. di complecti «stringere, comprendere, abbracciare»]. – 1.a. Che risulta dall’unione di più parti o elementi (contr. di semplice): una questione c., un ragionamento c.; che ha diversi aspetti sotto cui si può o si deve considerare e di cui bisogna tener conto: è un problema c.; multiforme, complicato: l’uomo è creatura c. (Lambruschini); commedia con intreccio assai c.; o eccessivamente elaborato, e quindi involuto, non facile, di comprensione non immediata: un periodare complesso

Ecco, qui ci siamo! Consideriamo due parti:

  • risulta dall’unione di due o più parti o elementi (ad esempio le fasi di realizzazione del tuo lavoro)
  • ha diversi aspetti sotto cui si può o si deve considerare e di cui si può tenere conto (e qui andiamo al tema della mappa mentale del tuo pubblico)

Partiamo dal primo punto: il tuo lavoro è composto da più fasi o parti e non è detto che i tuoi clienti le conoscano. Per te sono ovvie, scontate, ma per loro no!

Se mi serviva una nuova prova di questo (no, non mi serviva ma facciamo finta!) è arrivata quando sul mio profilo Instagram ho postato delle storie in cui spiegavo passo passo come stavo costruendo la strategia per una mia cliente (trovi i video qui): mi sono arrivati un sacco di commenti in stile “Ma cavolo come è incasinato costruire la strategia!” e anche “Ma quanto tempo ti serve per fare un lavoro del genere?!”.

Ecco, il punto è proprio questo: capire quanto lavoro c’è dietro un prodotto o un servizio è difficile! Se nessuno ti ha mai spiegato come qualcosa viene realizzato è impossibile coglierne davvero l’importanza.

Quindi…

CONSIGLIO 1

Scomponi il tuo lavoro in fasi e sottofasi e dedica tempo a raccontarle una per una.

Ora passiamo al secondo punto della definizione: un prodotto o un servizio può essere visto sotto molteplici aspetti a seconda di chi lo guarda. Soprattutto è diverso il modo in cui lo guardi tu e quello in cui lo guardano i tuoi clienti.

Ognuno di noi infatti vive secondo la sua mappa del mondo a seconda di tantissimi fattori: gli archetipi più attivi nella sua psiche in quel momento, il suo approccio agli acquisti, il suo modo di approcciarsi alla realtà (con quale dei 5 sensi percepisce meglio ciò che lo circonda?), ecc…

Conoscere la mappa mentale del tuo pubblico ti aiuterà a presentare il tuo lavoro in modo chiaro e comprensibile a chi ti segue perché parlerai il loro linguaggio. Per raccogliere le informazioni che ti servono e capire come applicarle puoi correre qui.

CONSIGLIO 2

Conosci a fondo i tuoi potenziali clienti per comprendere il modo in cui decodificano meglio le informazioni. In questo modo la tua comunicazione sarà chiara e senza fraintendimenti.

In chiusura voglio lasciarti altri 3 spunti di riflessione/consigli:

  • Ricorda che il lavoro non è solo tecnica ma anche filosofia professionale, vita vissuta e umanità: lascia spazio, nel tuo piano di comunicazione, anche per questi aspetti
  • Lavora su più livelli, su più canali di comunicazione e usando più strumenti (video, testo, foto, audio) così da avvicinarti agli strumenti di ascolto che meglio si adattano al tuo pubblico (se noti che ne preferiscono solo alcuni concentrati ovviamente su quelli)
  • Sii paziente: per conoscersi, instaurare una relazione e far apprezzare il mondo dietro il tuo lavoro serve tempo. Concedilo e cenceditelo.

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