Vita da imprenditrice- ti racconto il mio inizio per sostenere il tuo

Ti sei mai chiesta quando è davvero iniziata la tua vita da imprenditrice? Qual è il momento esatto in cui hai deciso di intraprendere la tua professione? Quando hai deciso di lasciare spazio ai tuoi sogni e ai tuoi desideri?

Io non ricordo la data precisa, ma so in quale momento ho scelto di aprire la partita IVA e come sono arrivata a questa decisione.

Oggi in questo videopost voglio raccontarti come e perché ho lasciato un part-time a tempo indeterminato per l’incertezza della libera professione.

Perché? Perché voglio che tu mi conosca meglio e perché so quanto si ha bisogno di sentirsi accomunate ad altre donne in questa pazza e bellissima vita da imprenditrici.

Goditi il video o, se non puoi ascoltarlo, passa oltre per leggere il testo.

Io non ho una laurea in comunicazione e marketing. Io ho scelto, fin da bambina, di occuparmi di tutela ambientale e questo ho fatto per 16 anni, specializzandomi in sicurezza sul lavoro e gestione ambientale nelle aziende.

Il problema è che per me è sempre stato affascinante vedere cosa accade dietro il prodotto, durante la sua creazione. Finiva sempre che arrivavo a casa e facevo una testa come un cocomero a chiunque volesse ascoltare le cose affascinanti che avevo modo di vedere ogni giorno.

Storie di prodotti, di aziende e di persone, racconti di imprenditori visionari e operai dotati di una perizia tecnica che io non potrei acquisire nemmeno in cento vite.

Contemporaneamente ho aperto il mio primo blog su Splinder, chiuso dopo la nascita di mia figlia, quando mi sono resa conto che stava diventando non lo specchio della mia vita ma della mia depressione post partum.

Ma un anno dopo avevo bisogno di “un posto dove appoggiare la testa”, come dicevo nel mio primo post, così è nato Mammachetesta che piano piano mi ha portato le prime collaborazioni, fino a una magica telefonata con Barbara Damiano, a cui ne è seguita un’altra con Flavia Rubino, due telefonate che mi hanno cambiato la vita…sì, a me che odio parlare al telefono!

Ecco, da lì non mi sono più fermata, e ora fra prove, successi ed errori, faccio quello che amo. L’importante è non fermarsi mai, farti guidare dai tuoi valori e limitare i compromessi a ciò che è accettabile e giusto per te.

Ora tocca a te: raccontami la tua storia professionale, perché più siamo meglio è!

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