spiegare in modo semplice

Ispirazioni social – Spiegare in modo semplice

Avete mai la sensazione di parlarvi addosso? O di ascoltare qualcuno che blatera di cose tecniche in un linguaggio incomprensibile mentre basterebbe spiegare le cose in modo semplice per essere capiti da tutti? Ecco, l’ispirazione per #socialmediacosi di oggi (lo so, in imperdonabile ritardo) parla proprio di questo.

 

Spiegare meglio: riduciamo il numero di parole

L’italiano è una lingua meravigliosa, forse la più bella del mondo se non altro per tutta la cultura che ha espresso e perché…beh è la nostra!

Ma dobbiamo ammettere che noi Italiani spesso esageriamo con le parole, ne usiamo tantissime, spesso molte di più di quelle che servono per esprimere un concetto.

Dovremmo iniziare a imparare dagli anglosassoni che sintetizzano il più possibile, che se per dire qualcosa si può usare una parola invece di due lo fanno senza pensarci un attimo.

Parliamo, ad esempio, degli avverbi: quante volte leggiamo degli assolutamente, estremamente, istantaneamente, perfettamente, ecc… che potrebbero essere evitati? Gli avverbi sono dei rafforzativi, ma non serve usarli in continuazione per dimostrare un linguaggio forbito.

Less is more” è un mantra che dovremmo ripeterci sempre. Perché finito di scrivere un post, di preparare un intervento o una lezione, rileggere e sfoltire è il segreto per semplificare il testo che diventerà così più scorrevole e piacevole alla lettura.

Spiegare meglio: semplifichiamo il linguaggio

Ah il grande fascino del tecnicismo! Parole difficili, parole anglofone, termini che ci fanno sentire fighi e preparati. Bello usarli eh?

Ma seriamente, quando dite di fare i social media manager quanti dei vostri amici d’infanzia capiscono esattamente cosa fate per vivere? Siamo onesti, quello che passa è l’idea che “giocate su Facebook”. E se invece iniziate a parlare di comunicazione digitale? Un po’ meglio? Io sto notando di sì. La comunicazione è un lavoro ormai sdoganato e parlando con termini nel nostro bell’italiano le persone non ci vedono come quelli che vogliono fare gli alternativi, diventando quindi più propensi all’ascolto.

Il #socialmediacoso fa un lavoro ingrato da questo punto di vista: questo mestiere è nato fra gli States e l’Inghilterra, quindi molti termini sono mutuati da quella lingua e trovare un equivalente nel vocabolario di Dante e Petrarca non è facilissimo, ma in molti casi è fattibile.

Così come il non utilizzare continuamente acronimi che pochi conoscono, spesso nemmeno i nostri clienti.

Provate a mettere a fuoco nella vostra mente lo sguardo del imprenditore di PMI quando iniziate a parlargli di SEO, SEM, Ads. Li vedete i pesci che nuotano nell’acquario dietro i suoi occhi? E quel nervoso per avere davanti qualcuno che parla di cose che assolutamente non capisce? Vi è capitato di vederli vero?

Bene, dobbiamo ricordarli sempre, ogni volta che starà per uscirci di bocca una frase infarcita di termini da addetti ai lavori. Perché in quel momento rischiamo non solo di apparire spocchiosi e antipatici, ma anche di giocarci il cliente.

Quando capita a me cerco di tenere presente la faccia di un mio amico, intelligente e curioso dei temi digital, che ogni tanto mi chiede un consiglio o con cui ci si confronta su “cose della rete”, ma che non è del mestiere. A volte mentre gli racconto le mie peripezie di lavoro mi interrompe per dirmi “Puoi non dare per scontato che io capisca esattamente tutto quello che stai dicendo?”. Vi auguro qualcuno che vi guardi e vi dica che esagerate con i termini da fighetti social.

Perché un conto è parlare con professionalità e proprietà di linguaggio, un altro è fare i saputi (o saputelli) per darsi un tono.

Se non siete capaci di spiegare qualcosa ai vostri figli o nipoti sotto i dieci anni…beh, dovete decisamente rivedere il vostro stile. Parlate professionalmente, ma in modo che chiunque possa capire quello che state dicendo e riservate i tecnicismi ai convegni social.

Essere capiti e apprezzati è molto più divertente.

E tu cosa ne pensi?

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