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Piccolo glossario di web marketing

Se avessi un penny per tutte le volte in cui mi è scappato un termine eccessivamente markettaro e un cliente mi ha, di conseguenza, guardato come se parlassi greco antico…beh diciamo che potrei concedermi un paio di cosucce a cui faccio il filo da un po’ 😉

L’ho già detto, dobbiamo imparare a parlare in modo chiaro al cliente e il cliente ha diritto di capire al meglio alcuni termini ricorrenti perché sappiamo bene quanto è fastidioso dover chiedere sempre spiegazioni ogni due parole.

Quindi ecco a voi un piccolo glossario per sopravvivere a noi popolo di consulenti che ogni tanto si scordano che se il cliente si mette a parlare nel suo gergo siamo fregati anche noi.

Advertising: è banalmente la pubblicità. Solo che “pubblicità” fa tanto anni ’80 e spot di Natale quindi facciamo quelli chic e usiamo advertising. Spesso usiamo anche due sottocategorie: Google Advertising, per definire la pubblicità fatta tramite Google Adwords e che compare nei risultati di ricerca, e la Social Advertising ovvero la pubblicità sui vari canali social come Facebook, Twitter, LinkedIn, ecc…

Analytics: deriva da Google Analytics, il servizio di analisi di performance di un sito offerto gratuitamente da Google. Per estensione si chiamano analytics i dati che si leggono all’interno del portale Google.

Awarness: quanto è conosciuta la tua azienda o il tuo prodotto in rete? Ecco questa è l’awarness.

Big Idea: è il concetto di fondo attorno a cui ruota tutta la comunicazione, quello che poi verrà tradotto in una strategia e in altre due parole oscure: claim e payoff.

Brand: è semplicemente il marchio se ci atteniamo alla traduzione letterale, ma spesso per estensione viene associato all’intera azienda.

Brief: è il documento che si elabora durante il primo incontro con il cliente, facendogli domande e aiutandolo a scavare per avere le risposte indispensabili a definire una strategia digital.

Buyer Personas: sono i clienti tipo di un’azienda, o meglio sono i loro ritratti. Età, sesso, interessi, abitudini…spesso gli si da anche un nome! Sono molto utili per definire la strategia di comunicazione.

Claim: è un’affermazione fatta dal brand, spesso è la promessa che ci fa il prodotto. Avete presente quando Aiax deturpò la Carmen a suon di “Mai più il risciacquo e il secchio dimentica lo sporco vecchio”? Ecco, proprio quella.

Content Marketing: è la tipologia di marketing basata sulla creazione di contenuti (testi, video, immagini, audio) che hanno come scopo di acquisire e fidelizzare clienti dando loro, prima di proporre un acquisto, informazioni e strumenti utili e di valore. Sì, è il tipo di marketing che preferisco e con cui ti tormento perché abbinato all’advertising crea un meccanismo efficace che genera reali benefici.

Insight: parliamo di insight con due accezioni diverse. Su Facebook sono i dati di performance di una pagina, mentre quando parliamo di strategia acquistano il loro vero significato, quello di intuizioni fini, di comprensione di ciò che porta una persona ad agire in un determinato modo. Sono fondamentali per definire tattiche e meccaniche di una strategia.

Payoff: è la traduzione in una frase della Big Idea, è quel concetto espresso a parole che identifica per sempre il brand o il prodotto. Ad esempio per Barilla è “Dove c’è Barilla c’è casa”.

Posizionamento: in una frase sintetizza chi è l’azienda (o il prodotto), quale vantaggio porta ai suoi clienti ideali e cosa può dare loro in più rispetto ai concorrenti.

Quali altri termini vorresti conoscere meglio?

Scrivi nei commenti altre parole che ti risultano oscure  quando parli con un consulente. Aggiornerò il post in modo da sciogliere i tuoi dubbi.

E tu cosa ne pensi?

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