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Il piano editoriale per il blog e i social: come e perchè?

 

“Apro un blog“, “Lavoro coi social“, belle frasi, suonano bene ma come lo fai? Quanto studio c’è dietro? Quanta progettazione? Come costruisci il tuo piano editoriale?

Ecco, lo so che ora qualcuno strabuzzerà gli occhi dicendo “Un piano editoriale? Ma non siamo un giornale!”.

No, certamente i blogger e i social media manager non sono giornalisti ma ci occupiamo di comunicazione e una buona comunicazione nasce da un piano editoriale ben strutturato.

Inoltre questo ci permette di risparmiare molto tempo e di avere sempre un quadro completo dei nostri prossimi passi sulla rete.

Quello che viene prima del piano editoriale: la strategia

Se una buona comunicazione deriva da un buon piano editoriale, dobbiamo ammettere che un buon piano editoriale deriva da una strategia solida, fondata su alcuni pilastri fondamentali: listening, analisi, elaborazione dei dati.

[Tweet “Listening, analisi ed elaborazione dei dati sono la base di una strategia social efficace”]

Il listening è l’ascolto delle conversazioni presenti in rete, è la ricerca di queste conversazioni sui diversi canali (social, blog, forum) andando a raccogliere commenti e determinando influence e sentiment (livello di influenza e positività dei commenti) di ogni contenuto.

Questi dati andranno poi analizzati per estrarne tematiche, canali preferenziali per le discussioni sui temi trattati, richieste degli utenti, ecc… Si andranno cioè ad analizzare gli insight emersi dalla fase di puro ascolto.

Questi insight sono la base di elaborazione della nostra strategia perché da qui dovrà nascere il cuore della nostra comunicazione ovvero la “big idea”, quel guizzo di creatività, quel concetto centrale, attorno a cui far ruotare i contenuti da condividere. In breve è da questa idea che dovrà nascere il nostro piano editoriale.

Dove prendere le idee

Spesso vediamo blog o account social che partono in grande stile e poi vanno a scemare in contenuti radi e banali quando non muoiono completamente dopo una breve agonia.

Questo è causato da due fattori principali: mancanza di una solida strategia (vedi sopra) e mancanza di idee.

Gli spunti da condividere nascono ovviamente dalla strategia o meglio dalla “big idea“, ma non si autogenerano e vedo spesso aziende o giovani social media manager che non sanno dove scovare contenuti da declinare secondo il concetto centrale attorno a cui ruota tutta la campagna che hanno studiato.

Eppure è molto semplice: basta guardarsi attorno!

Ecco dove andare a caccia di idee mentre compiliamo il nostro piano editoriale:

  • Prodotti e/o Servizi
  • Storia dell’azienda
  • Persone dietro brand
  • News dal settore di appartenenza
  • Eventi e Partecipazione a fiere
  • Feedback di clienti, risposte a domande
  • Parlare e fare parlare fornitori, collaboratori esterni, partners
  • Tips e suggerimenti all’uso di prodotti e servizi
  • Giochi e app legati al prodotto
  • Storie di progetti futuri o co-creazione di prodotti
  • Hot Topics che emergono in rete.

Come vedete i prodotti non sono al centro della conversazione con gli utenti, questo perché se è vero che

Vendere significa costruire relazioni e questo richiede tempo (cit. Nomadi Digitali)

non possiamo pensare di costruire una relazione dicendo continuamente “comprami comprami comprami”. Dovremo costruire un mondo di valori da condividere con i nostri utenti

Share your values

Come redigere il piano editoriale

Ok, avete elaborato la vostra strategia, avete la vostra big idea e avete fatto un elenco di contenuti interessanti da condividere sui vostri canali di comunicazione…ma dal punto di vista pratico come si redige il piano editoriale?

Ora mi odierete lo so: dovete aprire un file Excel (o equivalente iOS o GDrive). Non c’è storia, è lo strumento migliore in assoluto per creare un piano editoriale strutturato, soprattutto se vi partecipano più persone e se i canali da utilizzare sono molti.

Lo schema può variare a seconda delle esigenze ma in linea di massima io ho queste colonne:

  • data
  • ora
  • hashtag
  • una colonna per ogni canale social/blog utilizzato con indicato anche il nome della eventuale persona che lo gestisce
  • budget Ads assegnato (recente suggerimento di Andrea Alfieri, quindi assolutamente da seguire).

Creato lo schema ricordatevi che i contenuti non dovrebbero mai essere duplicati sui vari canali quindi va bene diffondere il post del blog ma sfalsate gli orari, va bene anche voler cavalcare l’onda di un tormentone della rete, ma non spammando ovunque contemporaneamente la notizia. Se al lunedì va su Facebook, magari su Twitter dedichiamo un post il giovedì.

Ricordate quindi alcune regole base della programmazione editoriale sul web:

  1. Non siate granitici ma siate pronti a modificare il vostro piano a seconda della sua efficacia (misurate misurate misurate!), delle richieste degli utenti e degli stimoli della rete
  2. Alternate i contenuti (foto, testi, video, ecc…)
  3. Alternate i canali e adattate ad essi il linguaggio da usare (Facebook non è Twitter che non è LinkedIn)
  4. Anche se assegnate un canale a una persona specifica condividete sempre il piano editoriale con tutto il team così che in caso di emergenza si possa tamponare una assenza in modo rapido e indolore.

E voi avete un piano?

Voi come siete abituati a muovervi nella gestione dei vostri canali di comunicazione on line (o di quelli dei vostri clienti)?

Avete una tecnica particolarmente efficace da svelarci per redigere il piano editoriale? Se vi va condividetela con noi nei commenti.

 

 

E tu cosa ne pensi?

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