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Obiettivi: prepariamo il 2016

Chi mi conosce sa molto bene che il mio vero capodanno è settembre con i quaderni nuovi e le matite da temperare. D’altronde fare il punto è sempre utile e anche il passaggio da un anno a un altro lo è, quindi andiamo a parlare di bilanci.

Francamente non amo i bilanci veri e propri sull’anno trascorso, preferisco da sempre fare programmi per il futuro e quindi anche stavolta ho deciso di concentrarmi sugli obiettivi. Ma quali? E come costruirli? Ecco cosa ho imparato di recente e come lo applicato alla mia vita personale e professionale.

Conosciamo credo tutti la definizione di un obiettivo SMART, eppure quante volte ti sei fermato a scrivere in questo modo i tuoi obiettivi? E se ti dicessi che a quegli obiettivi SMART manca ancora qualcosa?

Sono stata fortunata e quest’anno ho avuto tre importanti occasioni per ragionare di obiettivi: il PNL Practitioner, il PNL Master Practitioner e un pomeriggio dedicato a parlare di organizzazione professionale.

Aver fatto questo lavoro mi ha permesso di valutare al meglio i traguardi che mi stavo prefiggendo, in particolare quelli professionali.

Scegliamo i nostri obiettivi

Dove sono?
Ci sto bene?
Cosa voglio cambiare?
Dove voglio arrivare?

Queste domande mi frullavano in testa da un po’. Il primo anno da freelance è agli sgoccioli ed è ora di tirare le somme.
Così mi sono ben scolpita in mente due frasi di Fabio Salomoni e ho iniziato a definire quelli che sono i miei obiettivi professionali per il 2016, per i prossimi 5 anni e per i prossimi 10 anni.

Le due frasi sono

Tu non sai cosa sarai in grado di imparare. Puoi fare tutto, anche ciò che ora non sai.

e

Se hai un forte perché troverai anche il come.

Il metodo P.U.R.E. S.M.A.R.T.

A questo punto ho scelto alcuni di questi obiettivi e li ho strutturati secondo l’acronimo PURE SMART Esatto, aggiungiamo un pezzo fondamentale alla solida e comprovata tecnica SMART:

Positivo: formulare un obiettivo partendo con un “non voglio” è come partire con un piede zavorrato a terra. Gli obiettivi devono essere sempre formulati in modo positivo. In fondo un obiettivo è un desiderio, un sogno…non vorrai fare incubi vero?

U – You: tu devi essere il centro. Un buon obiettivo è qualcosa che dipende da te e solo da te. “Voglio che mio figlio abbia tutti 10 a scuola” non vale perché dipende da tuo figlio.

Reale: devi volerlo davvero.

Ecologico: deve essere sostenibile nell’economia della tua vita, non deve andare in conflitto coi tuoi valori, con altri obiettivi o con valori e obiettivi di chi ami. Se non si valutano questi aspetti si finirà inevitbailmente per perdersi lungo la strada.

Specifico: “Voglio avere successo” non è un obiettivo perché non è sufficientemente specificato in che ambito, cosa significa per te il successo, ecc… Più un obiettivo è specifico più sarà raggiungibile.

Misurabile: quanto successo? Come lo misuro? Perdere peso e perdere 5 kg sono due cose molto diverse no? Ecco, il tuo obiettivo deve essere ben misurabile.

Realistico: da piccola sognavo di essere Marie Curie. Ecco questo non sarebbe un obiettivo realistico. Poniti sempre obiettivi realizzabili, qualcosa di grande magari, immaginifico, ma comunque raggiungibile per step concreti.

Temporalmente collocato: datti una scadenza e anche dei check di verifica intermedi. Sono fondamentali per sapere come stai progredendo.

Io ho preso i miei obiettivi per il 2016 e li ho verificati secondo il metodo PURE SMART. Li ho anche aggiustati un po’ rendendoli rispondenti al modello per averli ben chiari e funzionali.4

Le stanze del progetto

Ma sapevo che ancora questo non bastava. Per me un obiettivo deve essere tradotto in progetto se no non ha senso e, soprattutto, non mi diverto. Quindi ho preso Gli insegnamenti di un altro grande trainer che ho conosciuto quest’anno, Gianpaolo Muratori, e sono entrata con i miei obiettivi presi uno per volta, in tre stanze progressive, quelle stesse stanze mentali che hanno consentito a Walt Disney di costruire il suo mondo fatato: la stanza del sognatore, la stanza del realista, la stanza del critico.

Nella stanza del sognatore puoi disegnare il tuo obiettivo, il tuo progetto, in tutta la sua magnificenza. Niente limiti, niente confini. Sogna e fallo in grande!

Nella stanza del realista dettaglia i tempi, i metodi, le tempistiche, i mezzi, il budget, gli strumenti e il team di cui avrai bisogno. Questa è la fase in cui metti nero su bianco tutti gli step per raggiungere il tuo obiettivo. Un trucco? Parti dalla fine! Immagina l’ultimo step da fare immediatamente prima di tagliare il traguardo e poi procedi a ritroso. È più complesso e ti imporrà di analizzare a fondo ogni singolo passo.

Nella stanza del critico dovrai smontare tutto il lavoro fatto finora. Sì, hai capito bene. Ora è il momento di trovare i punti critici, le falle nel tuo schema di pensiero, i fattori che potrebbero farti rallentare o addirittura fermare. Solo così potrai capire se davvero il tuo progetto è fattibile e quali eventuali correzioni apportare o a quali problemi devi prepararti con un piano di riserva.

E tu cosa aspetti?

Ora tocca a te. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro? Quali quelli per il 2016? Prendili, strutturali secondo il metodo PURE SMART e poi trasformati in un sognatore, un realista, un critico. Sogna, concretizza e verifica.

Troppo spesso nella frenesia di lavorare, acquisire clienti, gestire il quotidiano, noi freelance ci dimentichiamo di una fase fondamentale: la pianificazione. A volte si deve fare il punto, prendere i nostri desideri, i nostri sogni, e fare questo lavoro di analisi e strutturazione per essere certi di arrivare proprio là dove vogliamo invece di perderci in qualche stradina secondaria.

Infine ricordatevi sempre la parola più importante: ecologia. L’ecologia degli obiettivi è fondamentale per vivere sereni il bilanciamento fra vita professionale, vita privata, obiettivi e valori.

E ora: Buon 2016 a tutti!

 

E tu cosa ne pensi?

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