Nona-regola-organizzazione-perfezione

Nona regola dell’organizzazione – Fate le cose abbastanza bene

È un po’ che non parliamo di organizzazione e ho lasciato in sospeso le ultime due regole fondamentali per vivere al meglio le proprie giornate lavorative e non. Un breve ripasso delle prime otto regole lo trovi qui:

  1. Esaminate il vostro tempo
  2. Stabilite una routine quotidiana fissa
  3. Tenete un’unica agenda casa-lavoro
  4. Fate i lavori quando siete nella forma migliore
  5. Non rimandate cose sgradevoli ma importanti
  6. Fate una cosa alla volta
  7. Se possibile iniziato un lavoro, finitelo
  8. Siate selettivi, imparate a dire di no.

Ora sei pronto a parlare della nona regola dell’organizzazione:

Fate le cose abbastanza bene, evitate la perfezione.

Ok, iniziamo da me. Ciao, mi chiamo Sara e ho la mania del controllo e della perfezione. Raddrizzo quadri per fede pura, sul lavoro sono maniacale e detesto sbagliare (sì, quando succede e me lo fanno notare vado in bestia e mi prenderei a sberle in eterno).

Tutti in coro: Ciaaaaaoooooo Sara!

Badate bene che la mania di perfezione è ben diverso dall’essere perfetti. Nessuno è perfetto e lo sappiamo molto bene (e dico io: per fortuna), solo che il maniaco della perfezione ne soffre a pacchi.

Io come casalinga sono un disastro. Mi piace avere la casa pulita e in ordine ma, santo cielo!, che qualcuno mi dia i poteri di Mary Poppins perché detesto davvero fare le faccende. Questo mi riappacifica col casino che regna sovrano in casa nostra? Nemmeno un po’ perché mi sento in colpa!

Idem sul lavoro. Se ho fatto 100 mi chiedo se davvero mi sono impegnata a sufficienza o se potevo sforare la scala e fare 101, non parliamo del fatto di arrivare a 80…muoio dentro un pezzettino alla volta.

Finalmente però ho detto stop. Mi impegno al 100% in ogni cosa, sempre, ogni giorno, ma finalmente, per quanto io persegua ancora il massimo livello di perfezione possibile, ho smesso di sentirmi a zero quando ho fatto 90.

Anche perché siamo davanti all’ennesima variante della regola dell’80-20: se arriviamo a una performance di 80 su 100, spesso lo sforzo per aggiungere il 20 mancante è infinitamente più alto di quello fatto per raggiungere l’attuale livello e porta molti meno risultati.

Facciamo un esempio molto pratico: se preparo una campagna di advertising per un cliente e raggiungo l’80% dell’utenza prefissata o ho un 80% delle conversioni rispetto al massimo atteso, noterò che passare al 100% della performance costa a me in fatica e al cliente in denaro uno sforzo decisamente molto più alto di quanto messo in campo finora.

Ne vale la pena? Forse. L’importante è valutare ogni caso, definire una serie di situazioni in cui è assolutamente necessario farlo e imparare a lasciar andare le altre.

Valuterò quindi con il cliente se lo sforzo per raggiungere il 100% del target o del livello massimo di conversione è economico ed ecologico per il suo business, valuterò se una volta che i bagni, la cucina e i pavimenti di casa mia sono puliti posso comunque dirmi soddisfatta del livello di ordine domestico, e così via.

Ci sono compromessi che vale la pena fare per non perdere le energie in attività inutili che generano grande sforzo pur generando solo il 20% dei risultati che ti sei prefissato.

E tu sei un maniaco della perfezione?

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *