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Ispirazioni social – Consapevolezza e formazione

Premessa: il #socialmediacoso medio è nerd, ama i fumetti o il fantasy o l’horror…possibilmente tutti e tre. Facciamocene una ragione. Conosco serissimi professionisti che ucciderebbero per un numero raro di Capitan America. Quindi non stupitevi se la citazione di oggi è presa da Harry Potter e il Principe Mezzosangue. Zia J.K. elargisce perle di saggezza per sei libri e oggi ci insegna qualcosa sulla consapevolezza con cui si deve affrontare questo lavoro che a volte sembra davvero un’arena da combattimento.

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La battaglia del #socialmediacoso

Ok, non facciamo chirurgia d’urgenza (magari lo capissero certi clienti!) ma ammettiamolo: questo lavoro che amiamo tanto a volte ci fa sentire come i gladiatori nell’arena (o per restare in tema fantasy come le armate di Gondor e Rohan alle porte del Cancello Nero).

All’inizio è la lotta per l’accettazione del preventivo con i tiri e molla del caso. Con il rischio di veder rincarata la dose da eventuali competitor poco corretti.

Poi arrivano gli utenti strani, quelli mezzi matti, quelli che hanno le richieste più assurde su quanto venduto dal cliente e che vanno gestiti con cortesia comunque.

E i troll? Perché arrivano anche quelli!

Infine c’è il discorso incassi che spesso è peggio di tutto il resto messo assieme.

Però noi questo lavoro lo abbiamo scelto, lo amiamo e dobbiamo quindi capire come affrontare la battaglia quotidiana continuando a pensare di essere dei privilegiati a fare un lavoro che ci da tanto.

La consapevolezza del #socialmediacoso

Sappiamo perfettamente quanti #epicfail si verificano ogni giorno in rete. Possiamo ricordare Patrizia Pepe e l’anoressia, Pomì e la Terra dei Fuochi, Groupalia e il terremoto, i tweet del NYPD sfociati in denuncia di maltrattamenti in mondovisione.

Questo è ciò che accade quando la comunicazione digital è gestita male, senza una pianificazione strategica, senza social media policy chiarificatrici, senza personale adeguato.

Il social media manager degno di questo nome non cade in queste trappole, o magari ci casca una volta, ma impara così bene la lezione da ravvedersi in due minuti netti, tenere un profilo basso, chiedere scusa e rimediare. O a farlo a nome dell’azienda che rappresenta.

Perché il bravo professionista è consapevole di quello che fa. Lavora ogni giorno con serietà, competenza e umiltà. Sa che non c’è alba in cui non dovrà imparare una cosa nuova e porta la sua formazione e le competenze acquisite a servizio del cliente.

Un bravo #smm sceglie questo lavoro, non ci finisce per caso. Si prepara.

Nell’arena si scende perché si è deciso di esserci, da professionisti. Non perché non si aveva nulla di meglio da fare e tanto “è facile, io i social li uso tutti i giorni”.

La formazione del #socialmediacoso

Quindi torniamo alle basi. Torniamo a studiare. Continuiamo ad aggiornarci. È stato uno degli insegnamenti che mi ha lasciato il 2014: la formazione in questo lavoro è fondamentale.

Ogni giorno le cose si evolvono, gli strumenti cambiano e il servizio che dobbiamo offrire ai nostri clienti deve migliorare.

Ancora una volta serve umiltà. Ci si deve mettere ogni giorno in discussione e scegliere se scendere in campo alla cieca, impreparati e rischiando di farsi trascinare dagli eventi, o se si vuole affrontare questo lavoro con una competenza solida e strategie che funzionano.

Come sempre nella vita è questione di decidere fra la strada facile che si fermerà però presto, e la strada più lunga, probabilmente in salita, ma che ci condurrà lontano.

E voi in che modo avete scelto di scendere nell’arena?

E tu cosa ne pensi?

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