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Ispirazioni social – Cambiare prospettiva

Oggi inauguro quella che spero diventi la rubrica del venerdì: Ispirazioni per Socialmediacosi, ovvero immagini e frasi inspiring dalle quali partire per riflettere sul nostro mondo di fatto di social, blog, vita da freelance e tutto il cucuzzaro.

Ready, steady, go!

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Occuparsi di comunicazione digital significa dover “essere molte cose“: tecnicamente competenti, in costante aggiornamento, disponibili ad imparare, un po’ commercialisti e un po’ avvocati (un po’…almeno per sapere di cosa questi professionisti ci stanno parlando), ma soprattutto significa essere mentalmente aperti.

Cosa significa questo? Diverse cose. Vediamole.

La voglia di scoprire cose nuove

socialmediacosi devono essere curiosi, devono aver voglia di imparare quella cosa che non sa, di scoprire come viene realizzato il prodotto di quel cliente e di provare la nuova piattaforma di networking anche se magari sanno già che sarà una ciofeca.

Perché il socialmediacoso fa della voglia di scoprire cose nuove una filosofia di vita, un approccio alla realtà che va oltre il lavoro. O meglio molto probabilmente ha scelto questo lavoro perché ama le novità e vive secondo il principio “Se non mi uccide quando gli accendo il fuoco sotto allora lo mangio” (cit. Blondie e Dagoberto).

Quindi non dimentichiamo mai la voglia di sperimentare, provare, imparare, scoprire.

L’ascolto delle opinioni

I socialmediacosi sanno ascoltare. Anzi diciamola per bene: il socialmediacoso deve saper ascoltare. Se non sei capace di farlo cambia mestiere.

Perché a fare questo ci passerai la tua vita lavorativa. Dovrai ascoltare la rete per proporre strategie vincenti (il famigerato “listening”), dovrai ascoltare gli esperti di settore per imparare da loro e i colleghi per confrontarti e crescere (networking come parola d’ordine), dovrai ascoltare gli utenti per rispondere nei modi e tempi adeguati al mantenimento di una buona brand reputation tua o dei clienti (community management non è un termine riempibocca). Quindi fattene una ragione e ricorda

Lentamente muore[…] chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Per fare questo ci vuole pazienza, ma anche un po’ di autoformazione. Vi consiglio di leggere:

  • Sei cappelli per pensare di Edward De Bono
  • Lavorare Positivo di Riccardo e Marialudovica Varvelli
  • Come essere emarginato e isolato lavorando male con gli altri di Enrico Bertolino, Luca e Laura Varvelli
  • Lavorare con intelligenza emotiva di Daniel Goleman.

La disponibilità al cambiamento

Il mondo non sta fermo ad aspettarci, poco ma sicuro. Il mondo della comunicazione digital ci sta ancora meno.

Quindi il socialmediacoso deve essere aperto a cambiare se stesso (in meglio ovviamente), la propria strategia (personale o per i clienti) seguendo gli umori e le richieste della rete senza snaturarla, il suo approccio al lavoro quando passa da lavoro dipendente a lavoro da freelance (o viceversa).

Cambiare non significa rinnegare, significa evolvere e soprattutto accettare la necessità di questa evoluzione, di questo “rovesciare il tavolo” per inseguire un sogno o un’idea nuova.

Il che non significa non pianificare o valutare pro e contro, ma essere mentalmente disponibili ad aprire nuove strade non tracciate, a vedere oltre il consueto e a non aver paura di cambiare abito, purché sia un abito che ci sta bene addosso.

E per voi?

Quali sono secondo voi le aperture mentali indispensabili a un #socialmediacoso? Quali sono i cambiamenti a cui essere pronti o gli atteggiamenti di flessibilità e trasformazione che dobbiamo portare avanti come professionisti? Dite la vostra!