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Gli insegnamenti professionali che mi ha lasciato il 2014

Fine anno, inizio anno, tempo di bilanci.

Visti i molti cambiamenti nella mia vita mi sembra giusto farlo anche io il mio bel riassunto di quelli che, professionalmente parlando, sono stati gli insegnamenti che il 2014 mi ha lasciato.

Attraversa la tempesta e cambia

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Il 2014 è partito con l’obiettivo di fare del lavoro di social media manager il mio unico lavoro, ovvero di raggiungere quella mole di incarichi e fatturato che mi permettessero di lasciare il lavoro fisso.

È stata dura, a tratti durissima. Sono arrivata a dormire 4 ore per notte per mesi e ho seriamente pensato di non farcela. A luglio sono crollata fisicamente e psicologicamente e ho davvero valutato di mollare.

Ma non l’ho fatto, sono uscita dalla tempesta e ne sono uscita maturata, cambiata, consapevole delle mie forze e delle mie debolezze.

Quindi questo è il primo insegnamento che mi ha lasciato il 2014: tieni duro, non mollare, fatti cambiare dagli eventi in meglio e continua a tenere fermi occhi e mente sul tuo obiettivo per superare il turbinio degli eventi e costruire una nuova realtà.

Circondati di persone che credono in te

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Nel centro della tempesta, quando non sapevo come tenere la barca a galla, la mia ancora, la mia bussola sono stati gli amici e i colleghi. In una parola le persone che credevano in me, che hanno saputo incoraggiarmi, spronarmi, ricordarmi il mio valore e darmi un paio di lavate di testa che mi hanno fatto davvero bene.

Il secondo insegnamento quindi è questo: scegliere chi vogliamo nella nostra vita, circondarci anche professionalmente di persone positive, capaci di metterci di fronte a uno specchio sia quando abbiamo bisogno di una sferzata di fiducia, sia quando ci serve un bel calcio nel sedere per rimetterci in carreggiata. Perché anche questo è fiducia: fiducia nel fatto che sapremo ricentrarci, tirare fuori la grinta e rinnovare noi stessi in meglio.

Corollario: impariamo a guardarci con gli occhi degli altri. Scopriremo in noi bellezze e capacità che mai avremo pensato di avere.

Non smettere mai di imparare

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Studiare, aggiornarsi, leggere e imparare. E poi scoprire nuove cose che non sai e che dovresti sapere e ricominciare da capo.

Il terzo insegnamento del 2014 è proprio questo: per essere dei bravi professionisti si deve continuare a studiare. In ogni settore, in ogni lavoro, l’aggiornamento è fondamentale perché il nostro tempo corre veloce, le tecniche e le tecnologie cambiano in ogni settore e mantenersi al passo non solo è necessario, è un dovere verso coloro a cui vendiamo la nostra professionalità.

Per un periodo ho molto trascurato questa parte del mio lavoro e me ne sono pentita correndo ai ripari e ristabilendo delle priorità.

Perché l’aggiornamento è davvero una priorità. Quindi studiate sempre, imparate da coloro che incontrate sulla vostra strada, seguite corsi veri e propri e siate sempre coscienti che ci sono campi di cui sapete troppo poco mentre se volete offrire un servizio completo al cliente dovete almeno avere una buona base anche in quei campi che non rappresentano il vostro core business.

Insegna per crescere professionalmente

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Io ho sempre amato insegnare sia per il valore che ha l’aiutare qualcuno a crescere, sia perché insegnando si impara tantissimo sia sulla materia di cui si tratta che di se stessi.

Per prima cosa per insegnare serve avere un’ottima preparazione, il che significa dover studiare a fondo il tema di cui parleremo. Questo ci pone nelle condizioni di cambiare la prospettiva da cui osserviamo il nostro lavoro perché potrebbero venirci poste domande che noi non ci siamo mai fatti, ma anche perché dobbiamo iniziare a guardare il nostro lavoro con in testa il cappello di chi ne sa meno di noi (semicit. da Sei Cappelli per Pensare di De Bono).

Ma insegnare significa anche mettersi in discussione, capire cosa siamo in grado di trasmettere e cosa no, prepararci ad affrontare anche situazioni poco piacevoli come un’aperta contestazione alle nostre idee o alle nostre tecniche di lavoro.

A me è capitato diverse volte sia come tecnico della sicurezza che come social media manager e devo dire che  mi è servito moltissimo a temprarmi il carattere e a trovare le motivazioni profonde del mio agire professionale.

Quindi questo è il quarto insegnamento che vi passo direttamente dal mio 2014: che sia una singola persona a cui fate da mentore o una serie di lezioni strutturate…insegnate. Ne uscirete arricchiti.

Stupisciti ogni giorno

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Troppo spesso ci dimentichiamo di quante cose belle ci siano nella nostra vita o anche solo fuori dalla nostra finestra.

Se vogliamo evitare che il lavoro diventi solo routine e dovere dobbiamo continuare ad avere la capacità di stupirci ogni giorno per qualcosa. Ecco il quinto insegnamento. Perché la meraviglia ha il potere di fare di noi persone più creative, più sorridenti, più positive…in due parole: persone migliori.

Ci si può meravigliare davvero di mille cose nella vita: una parola gentile, un progetto di cui si incastra l’ultimo agognato tassello, un paesaggio particolarmente bello, il sorriso di chi amiamo, un gioco di luce che ci lascia a bocca aperta…basta aprire gli occhi per trovare mille occasioni di stupore e bellezza attorno a noi.

Sii appassionato e segui le tue passioni

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Tutti noi abbiamo delle passioni, più o meno professionali e più o meno confessate…spesso anche a noi stessi.

In questo anno ho imparato che la passione può diventare molto di più di un hobby se seguita con professionalità, con competenza, con dedizione. Può diventare lavoro, contatti, ma soprattutto gioia.

Il blogging è nato per passione, così come passione per me è sempre stata la fotografia (da lupetto presi perfino la specialità di fotografo 🙂 ), ma ora sono diventati un lavoro e questo mi rende felice.

Il sesto insegnamento è più che altro un augurio: vi auguro in questo 2015 di imparare a vivere in modo appassionato e a seguire le vostre passioni, credendo in voi stessi fino in fondo per trasformarle in qualcosa di più di un passatempo. Credete sempre nelle vostre capacità e un mondo si aprirà davanti a voi.

Ora a voi la parola: cosa vi ha insegnato il 2014? Condividetelo con me!