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Cosa se ne fa una PMI agroalimentare del sito web?

“Ma il sito ci serve? A tanti è stato detto che basta la pagina Facebook…”. Ricordo benissimo questa domanda fattami durante un corso tenuto l’anno scorso per imprenditori di PMI dell’agroalimentare.

Se anche tu ti sei fatto questa domanda seguimi in questo secondo post dedicato al settore enogastronomico e troverai risposta.

La chiave di volta della comunicazione on line

Chiudi gli occhi e immagina questa scena: è primavera inoltrata, il sole splende e hai qualche ora libera. Visto che il tuo frigorifero è in modalità “sottovuoto spinto” e in dispensa perfino l’eco ti dice “Datti una mossa e fa la spesa…spesa…esa…esa”, decidi di provvedere.

Il bel tempo e questa inaspettata parentesi di riposo nel caos degli impegni quotidiani ti spingono a cercare dei produttori locali da cui rifornirti. Magari hai già la tua lista e la tua mappa in testa, fonte di accurati consigli di amici e parenti (sì vivo in un piccolo paesino di campagna e conosco bene questa situazione che apprezzo molto).

Arrivi alla prima azienda dove vuoi comprare le uova e…non trovi il proprietario. Aspetti, chiami, ma solo dopo 10 minuti buoni qualcuno si degna di venire da te. Vieni servito di corsa e con poche parole il proprietario sparisce di nuovo. “Va beh” pensi tu “Avrà avuto una giornataccia”.

Prosegui per il fornitore di frutta e verdura. Arrivi dove ti ha mandato la tua amica così esigente in cucina e cosa vedi? Un capannone in lamiera sporco e disordinato, senza insegna e con le cassette di frutta malamente appoggiate per terra. Non fa una bella impressione vero? Comprerai o no?

Ora tocca al vino. Ti hanno detto che quell’azienda particolare nella frazione vicina fa un vino veramente eccellente e che il proprietario ha un grande amore per il suo lavoro. Arrivi al cancello e vedi che il punto vendita è indicato a due chilometri…solo che l’indirizzo corrisponde al bar del paese e non trovi ovviamente il proprietario ma il barista.

Ecco, potrei proseguire ancora, ma credo che tu abbia già capito il concetto: in un’azienda mal gestita e poco curata si compra poco o nulla, a maggior ragione quando dobbiamo comprare prodotti alimentari.

Noi siamo quello che mangiamo

(Feuerbach)

Sì, Feuerbach aveva davvero ragione e lo sappiamo bene, infatti siamo molto esigenti sulla qualità di quello con cui ci nutriamo. Vogliamo buoni prodotti sia al palato che per la salute.

Quindi cosa fare? Ovviamente la tua azienda è pulita e ordinata. Il punto vendita è accogliente e si trova in fretta qualcuno per essere serviti. Probabilmente lo stile tende, giustamente, al rustico per far percepire la genuinità di quanto vendi e il tuo legame con la terra, e il tutto sarà esaltato dalla cura che dedichi a una bella presentazione dei prodotti.

Ora chiediti: se all’inizio della nostra ipotetica storia tu non avessi avuto nomi e indirizzi delle aziende agricole, come avresti fatto a cercarle? Sulle pagine gialle? O aprendo internet? Credo proprio che avresti aperto il tuo computer o preso in mano il cellulare e ti saresti affidato a Santo Google.

Bene, ecco svelato l’immenso segreto della comunicazione on line, il pilastro basilare attorno a cui costruire il tuo palazzo fatto di reperibilità, contatto coi clienti e sostegno alla vendita diretta: le persone ti troveranno on line e verranno nel tuo punto vendita grazie al passaparola digitale esattamente come arrivano da te grazie al passaparola zia-amica-nonna-vicinodicasa.

Quindi ragiona su questi punti:

  1. Hai fatto la scelta di avere il tuo negozio fisico nella tua azienda, quindi perché delegare la tua comunicazione a un luogo che non ti appartiene? Ricorda che, come dico sempre, un giorno il buon Mark Zuckerberg può decidere di andare a suonare la campana tibetana sull’Himalaya e chiudere baracca, facendoti perdere tutto quello che hai messo su Facebook. Se hai un sito tuo non succede
  2. Il sito deve essere ben fatto esattamente come curi il tuo punto vendita.

A scanso di equivoci chiariamo subito un punto: io non faccio siti. Non sono un webmaster. Nonostante questo ti dico: se il tuo budget è molto risicato investi sul sito. Perché quando avrai più possibilità economiche e meno tempo da dedicare alla comunicazione perché il tuo lavoro è altro, allora per me sarà molto più semplice gestirla al tuo posto perché il sito sarà a prova di bomba.

Nel frattempo posso insegnarti come occuparti di blog e social in prima persona.

Cosa significa un sito ben fatto

Poche indicazioni e contemporaneamente punti essenziali per avere un sito efficiente e non sprecare denaro:

  1. Deve essere in WordPress, ti concedo al massimo Joomla o Drupal (io preferisco WordPress comunque). Ricorda che i CMS proprietari (CMS = Content Management System ovvero “la scatola” tecnica che è il tuo sito e che devi riempire di contenuti) sono il male: non sono ottimizzati per Google che privilegia la standardizzazione, sono poco usabili lato utente (fidati: li ho testati e anche i più costosi fanno venire voglia di tirare testate al muro, opinione che condivido coi clienti che hanno provato a lavorarci) e se un domani tu scegliessi di cambiare webmaster dovresti ripartire da capo perché difficilmente sono modificabili da altri a prezzi umani
  2. Deve essere posizionato su un buon hosting (lo spazio fisico su cui è “montato” il sito) che ovviamente ha un costo. Informati quanti siti sono allocati sullo stesso server: meno sono meglio è (il sito sarà più sicuro, più veloce e megòlio posizionato). Puoi chiedere al provider o usare un servizio come YouGetSignal
  3. Deve avere un dominio di tua proprietà. Niente roba fantasiosa. Se la tua azienda è “Azienda Agricola PincoPallo” il dominio sarà www.aziendaagricolapincopallo.it
  4. Deve essere usabile dall’utente che ci arriva. Tecnicamente si dice che “la user experience deve essere ben studiata”. In soldoni: si deve trovare tutto facilmente
  5. Deve avere una bella grafica, pulita e leggibile. Niente Comic Sans, niente font bambineschi, immagini grandi, caratteri leggibili
  6. Deve avere un’area blog. Il blog è fondamentale per il posizionamento del sito in quanto i potenziali clienti avranno più informazioni per valutare la tua competenza, i tuoi valori e la bontà dei tuoi prodotti. Questo li farà anche tornare speso sul tuo sito, il che piace tanto anche a Google che ti farà salire nella SERP (l’elenco dei siti che compaiono quando cerchiamo qualcosa in rete) per le parole chiave pertinenti al tuo settore. E questo si tradurrà in maggiore visibilità e quindi in vendite.

Se vuoi sfruttare davvero al massimo il web per creare un buon giro di clientela, non puoi fare leva solo sul prezzo o sulla vicinanza perché sappiamo perfettamente che la grande distribuzione ha possibilità di fare grandi sconti ed facilmente raggiungibile con orari molto comodi a chi lavora.

Devi quindi lavorare su quello che ti rende unico: la tua storia, i tuoi metodi di lavoro, la passione per ciò che fai e il rapporto col cliente. Devi spingere i clienti a venire nel tuo negozio per comprare prodotti eccellenti e per vivere un’esperienza di acquisto unica insieme a te, qualcosa che li arricchisca come persone oltre che come consumatori.

Ecco a cosa ti serve un sito web ben fatto: a creare questo mix unico per incrementare le vendite.

E tu hai già creato un sito internet che corrisponde a queste caratteristiche?

E tu cosa ne pensi?

One thought on “Cosa se ne fa una PMI agroalimentare del sito web?

  1. Aggiungo: le immagini devono essere tue o acuistate legalmente da banche dati di immagini.
    Avrei una casistica di siti di azienda agroalimentari che rasenta l’infinito.

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