Il-segreto-per-un-incipit-mozzafiato

L’inizio di un testo è la chiave di volta del suo successo, è il momento in cui il tuo lettore decide se vale la pena ascoltarti o no.

Ripensa al tuo libro preferito, al preciso momento in cui lo hai aperto, hai letto le prime parole e non lo hai più mollato.

Quanto ha contato l’incipit nel fartene innamorare? Moltissimo, lo so. Un buon inizio cattura l’attenzione e fa venire voglia di sapere di più.

Fin dai tempi di Aristotele l’apertura di un testo è stata riconosciuta come fondamentale. Nella sua opera Retorica, infatti, Aristotele individua le quattro fasi di un discorso persuasivo:

  1. Exordium
  2. Narratio
  3. Confirmatio
  4. Peroratio.

L’exordium è il tentativo di accattivarsi l’uditorio “delectando e movendo” con ornamenti, ovvero con una tecnica che li avvinca e convinca a proseguire nella lettura.

Ma come si scrive un buon inicipit?

In soldoni ci sono due modi: quello didascalico (o della piramide rovesciata) e quello narrativo, che tecnicamente può essere legato a diversi metodi di scrittura: a 5 scatole, a clessidra o a diamante.

L’incipit a piramide rovesciata

“Natale non sarà Natale senza regali”, borbottò Jo, stesa sul tappeto.
“Che cosa tremenda esser poveri!”, sospirò Meg, lanciando un’occhiata al suo vecchio vestito.
“Non è giusto, secondo me, che certe ragazze abbiano un sacco di belle cose e altre nulla”, aggiunse la piccola Amy, tirando su col naso con aria offesa.
“Abbiamo papà e mamma, e abbiamo noi stesse”, disse Beth, col tono di chi s’accontenta, dal suo cantuccio.
I quattro giovani visi, illuminati dalla vampa del caminetto, s’accesero alle consolanti parole, ma tornarono a oscurarsi quando Jo aggiunse tristemente: “Papà non l’abbiamo e non l’avremo per un bel pezzo”. Non disse “forse mai più”, ma ognuna, in cuor suo, lo pensò, andando con la mente al padre lontano sui campi di battaglia.”

Louise May Alcott – Piccole Donne

Il famosissimo incipit di Piccole Donne è un classico esempio di questo modo di aprire un testo: in queste righe c’è una sintesi di quello che sarà tutto il libro. In poche frasi c’è la presentazione delle quattro protagoniste, la storia della famiglia e l’accenno a cosa potremo aspettarci (il racconto dei rapporti famigliari e della storia dei singoli).

L’incipit a piramide rovesciata è tipico del giornalismo, dove le prime righe, il primo paragrafo sono l’abstract del post, la sintesi di tutto quanto il testo successivo.

Per questo è una tecnica molto usata sul web, perché quando i tuoi clienti iniziano a leggere, è fondamentale ciò che si vede nella prima schermata, il cosiddetto primo scroll di testo. Se quella parte di testo li ha convinti, leggeranno fino in fondo anche un post di 1500 parole.

La domanda da porti è “Che cosa ha bisogno di sapere subito il lettore?“, ma anche “Cosa si porta casa dal mio testo?“. La risposta a queste due domande deve essere ben evidente nell’incipit.

Stai pensando che questo fa a cazzotti con lo storytelling? Che sia impossibile usare questa tecnica raccontando storie che arrivino al cuore dei tuoi lettori? Allora prova a ragionare su questo secondo, famosissimo, incipit:

Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.

Ludovico Ariosto – L’Orlando Furioso

I poemi epici aprivano sempre con il proemio, dove era presentata la sintesi di tutto il racconto.

Ovviamente non ti consiglio di scrivere il tuo blog in rime ed endecasillabi, ma perché non provi anche tu a presentare in modo creativo il tema di cui parlerai successivamente?

Banner Easy Storytelling

 

L’inicipit narrativo

C’era una volta… ‐ Un re! ‐ diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

Carlo Collodi – Le avventure di Pinocchio

Amo follemente l’inizio di Pinocchio! Lo amo perché spiazza, perché prende il mio amato C’era Una volta e lo usa in modo nuovo, facendo spalancare gli occhi al lettore che hanno subito voglia di scoprire perché un pezzo di legno prende il posto del tradizionale re.

Venendo a testi diversi e più recenti, ecco un altro buon esempio:

Il freddo dà una sfumatura livida al buio del crepuscolo e sono contenta che le tende di camera mia siano abbastanza pesanti da nascondere l’ombra riflessa sui vetri mentre faccio le valigie. La vita non potrebbe essere più assurda, in questo momento.

Patricia Cornwell – L’Ultimo Distretto

L’incipit narrativo gioca sul pathos, sull’atmosfera che avvolge e avvince, sull’essere inseriti subito nella storia, iniziando a vivere un’avventura di cui non si conosce la fine.

È una tecnica molto cinematografica, come quando la scena si apre su un dettaglio, un particolare apparentemente insignificante, per poi allargarsi sempre di più, avvicinandosi al centro del racconto.

Alcuni trucchi per un incipit da sogno

Indipendentemente dalla tecnica che sceglierai di adottare di volta in volta, ecco otto consigli per scrivere un incipit di successo:

  1. Dì al tuo lettore cosa si porterà a casa: perché devo leggere il tuo post, la tua pagina, la tua newsletter? In soldoni: cosa ci guadagno? Rendi chiaro questo e avrai già fatto un bel pezzo di lavoro.
  2. Dì al tuo lettore cosa proverà: il punto precedente può essere esposto in modo da far capire al tuo cliente non solo il vantaggio tecnico, ma anche quello emozionale? Dire “Oggi prepariamo insieme la torta al cioccolato” è molto meno impattante di “Prova questa fantastica torta al cioccolato che ti farà assaporare il piacere più puro, avvolta nel profumo di cacao e ricordi d’infanzia”.
  3. La fiducia fa vendere: esordisci con qualcosa che il tuo lettore conosce già, usa qualcosa di tangibile che sa essere vero (tecnicamente parliamo di truismi). Un esempio? “Come ti ho spiegato molte volte…”.
  4. Usa i connettori psicologici: “come ben sai…”, “che cosa accadrebbe se…”, “e mentre recepisci queste informazioni…”, “hai già notato che…”, “mentre ti avvicini alla fine della lettera (/di questo post/della lezione/ecc…), “non sarebbe straordinario se…”
  5. Chiediti di cosa si preoccupa il tuo cliente e che cosa ha in mente: conoscere il tuo cliente è fondamentale anche per costruire bene un incipit. Se il suo più grosso problema è trovare la crema viso perfetta a rapido assorbimento, alta idratazione e che non unge, dovrai scrivere la tua pagina prodotto affrontando, in apertura, proprio questi temi.
  6. Fate un’affermazione semplice ma intrigante: il miglior esempio di questo incipit è quello di Fahrenheit 451: “Era una gioia appiccare il fuoco”. Che fuoco? Per bruciare cosa? La legna nel camino? Roma? Un bosco? Persone? Cosa ci possiamo aspettare? Chiunque vuole leggere cosa succederà dopo!
  7. Presentate la frase sa sola su una pagina: non ripeterò mai abbastanza quanto è importante spaziare i paragrafi e usare gli elementi grafici per dare dinamicità a un testo. Mettere l’incipit da solo, magari sintetizzato in una sola breve frase staccata dal resto, è una tattica di forte impatto.
  8. Calcate graficamente su alcune parole: qui non parliamo solo di SEO, parliamo anche di un impatto visivo evidente. Se ci sono parole fondamentali evidenziale, sottolineale, usa il grassetto per invogliare il lettore a memorizzarle e trasformandole in calamite.

Come sempre l’ideale è fare degli A/B test verificando cosa funziona meglio per il tuo pubblico. Ovviamente raccontami come va 😉

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.