Gli errori più comuni delle aziende sul web

Gli errori più comuni delle aziende sul web

Sono anni ormai che mi occupo di comunicazione aziendale on line sia a livello di web copywriting che di social media marketing, e gli errori che vedo fare ai clienti che si affacciano al digital marketing sono sempre più o meno gli stessi.

Questi errori, che tu potresti archiviare come “errori tecnici”, vengono evidenziati anche dai tuoi clienti e pertanto si trasformano in errori commerciali perché i tuoi clienti apprezzeranno sempre di più un’azienda che comunica in modo chiaro, professionale e trasparente.

Sei certo di poterti permettere di non essere quel tipo di azienda?

Vediamo insieme cosa evitare.

Avere un sito datato

Molte aziende hanno l’idea che il sito una volta fatto sia come il diamante: per sempre.

Niente di più falso. Il sito evolve con la tua azienda, con i tuoi obiettivi e con il tuo mercato di riferimento, oltre che ovviamente con la tecnica e la tecnologia web.

Cosa significa oggi avere un sito vecchio? Significa principalmente:

  • Che non è responsive, ovvero che non si adatta automaticamente a tutti i device (computer, smartphone, tablet) che possono usare i tuoi clienti, costringendoli a spaccarsi gli occhi su caratteri piccolissimi e foto poco chiare.
  • Che ha una brutta grafica: un’immagine parla non solo alla parte conscia del cervello, ma anche a quella più primordiale mettendo in moto il meccanismo “attacca o scappa” che ha fatto sopravvivere la razza umana fino a qui. Un sito con una brutta grafica, con immagini sgranate, font bambineschi, anonimi o poco leggibili, colori che cozzano, è un sito con cui attaccare bottone o da cui scappare a gambe levate? Bene, ti sei già dato la risposta che è la stessa del tuo cliente: la fuga.
  • Che hai un sito in Flash: un sito in Flash è un sito poco usabile, che non viene indicizzato da Google, che non è visualizzabile da mobile (e quindi ancora più affossato dal grande motore di ricerca di Mountain View) e che a breve non sarà più visualizzato su Chrome che bloccherà definitivamente i contenuti creati in questo modo. Ti ho convinto vero?
  • Che ha una pessima user experience, ovvero che l’utente non riesce a trovare i contenuti che gli servono, che è male organizzato, che ha svariate parti che non funzionano o semplicemente che si carica in modo molto lento.

Se hai riconosciuto il tuo sito in almeno uno di questi punti è ora di rifarlo. E se vuoi sapere come trovi un bel po’ di indicazioni in questo post.

Non avere una strategia e un piano editoriale

Aprire un account su tutti i canali.

Essere su Facebook “perché ci sono tutti”.

Postare gattini perché sono belli e prendono tanti like.

Ecco tre esempi di orrori che accadono se si lavora sul web senza una precisa strategia. La tua presenza on line deve essere consistente, basata su dati concreti, sull’analisi del tuo cliente tipo e di quelli che sono i tuoi obiettivi.

La strategia è ciò che ti porterà anche ad elaborare un sano piano editoriale, una strategia di content marketing che funziona, così da rendere davvero efficace la tua comunicazione.

Credere nell’orario perfetto per postare

O nel post perfetto o nel tema perfetto o nell’immagine perfetta. La perfezione universale non esiste, esiste l’analisi delle tue performance, l’ascolto del cliente, il verificare con A/B test cosa funziona e cosa no.

Quali strumenti usare? Google Analytics ovviamente, poi gli insight di Facebook e ciò che riportano i tool che utilizzi per postare sui social come Hootsuite o PostPickr.

io amo molto anche Cyfe, che restituisce gratuitamente molte metriche utili.

Credete nei dati e nell’ascolto del cliente, non in chi vi vende certezze preconfezionate.

Sentirsi tutti Ceres

Tutti siamo attratti dal concetto di “molto risultato a basso costo” soprattutto quando si tratta di comunicazione, qualcosa di intangibile, in particolare se collegato al mondo digital.

Insomma, ok investire in impianti e progettazione del prodotto, ma in comunicazione?! Il tuo prodotto/servizio è ottimo quindi deve vendersi da solo! Da qui nasce la tendenza a strafare con tecniche aggressive come guerrilla marketing, instant marketing, viral marketing, pensando che dietro a queste strategie non ci sia una precisa strategia e un preciso investimento di denaro.

Invece c’è eccome! Non sarà un investimento in pubblicità, ma lo è in tempo (per concepire l’idea e organizzare la campagna serve tempo) e mezzi di realizzazione: stampare volantini, realizzare adesivi o elementi grafici, far realizzare video di buona qualità (su cui non si discute), pagare il tuo tempo o quello delle persone a cui affidi la messa in opera delle campagne.

Se parliamo di instant marketing, inoltre, la progettazione deve essere accuratissima e questo richiede tempo e competenze. Lo scivolone e il relativo epic fail sono fin troppo facili.

Quindi devi stare fermo?

Assolutamente no! Quello che ti ho appena detto non significa rimanere al palo temendo di fare qualsiasi passo, ma usare questi punti di debolezza per focalizzarti sui miglioramenti e crescere sempre di più.

Quale sarà il primo che attaccherai?

E tu cosa ne pensi?

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