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Elaborare il brief: il cliente target

Abbiamo già parlato di alcuni aspetti da considerare quando si redigere il brief creativo:

Oggi invece ci occupiamo di un aspetto spesso sottovalutato perché dato per scontato: il cliente target.

Il cliente tipo di oggi

La prima analisi da fare insieme al nostro interlocutore è quella sull’attuale cliente tipo della nostra azienda. Ecco alcune domande su cui soffermarci:

  • Sono più uomini o donne?
  • Età media e fascia di età più presente?
  • Provincia/regione di residenza (se il business è sovracittadino)
  • Come parlano?
  • Quali parole ripetono abitualmente?
  • Cosa amano?
  • Di quali argomenti parlano abitualmente?
  • Come considerano il nostro prodotto/servizio?
  • E la nostra azienda?

Sì, in sostanza torniamo al listening. Può essere più semplice se il nostro cliente ha già le idee chiare in merito perché tiene traccia delle caratteristiche degli utenti o se ha eseguito ricerche di mercato, ma è facile che per avere tutte le informazioni che ci servono si debba tornare al nostro grande amico.

Molto spesso la persona con cui stiamo parlando non si è mai soffermata a riflettere sul suo cliente classico, quello che compra di più e che ritorna perché ormai è fidelizzato. Non sa insomma chi gli fa portare a casa la maggior parte del fatturato.

E tenderà quindi a rispondere “Chiunque” alla nostra domanda iniziale “Chi sono i vostri clienti?”. Ecco, non fatevi fregare. Ogni azienda può definire le caratteristiche del suo cliente tipo.

Il problema è che di solito si considera una perdita di tempo tutto quello che non è “vendere”.

Ma come posso incrementare il fatturato se non so chi sono i miei acquirenti? Condividi il Tweet

Bene, una volta definito questo aspetto è ora di guardare al futuro.

Il cliente che vogliamo raggiungere

Alle volte presente e futuro non coincidono, o meglio: se stiamo parlando con un cliente che vuole cambiare la propria strategia di comunicazione è facile che il suo cliente di oggi non sia il cliente che vuole avere domani. O che non sia solo quello.

Dobbiamo quindi capire che target di consumatori dovremo raggiungere secondo gli obiettivi del nostro interlocutore.

Qui si lavora su due fronti:

  1. il punto di vista del cliente
  2. l’analisi di listening sul mercato di riferimento.

Il punto di vista del nostro cliente è ovviamente fondamentale visto che stiamo lavorando a un suo progetto su cui sta investendo i suoi soldi. E questo vale soprattutto se analizzando il cliente tipo attuale ci siamo trovati davanti a un’azienda che sa in che mondo si sta muovendo e a chi sta parlando.

Più c’è consapevolezza su questo, più sarà facile che le idee siano chiare anche sul futuro consumatore da attrarre.

Però sarà anche necessario tornare al listening sul mercato di riferimento cercando di capire chi parla dei temi relativi al nostro settore, con che tono e con che insight.

Per questo il listening è fondamentale, perché non si tratta solo di una analisi di brand reputation o di studiare i competitor, ma di capire dove e come sarà meglio indirizzare la nostra comunicazione e, in ottica più ampia, il nostro business.

E voi vi siete mai chiesti quale sia il vostro cliente target?