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Cosa puoi imparare da Affari di Famiglia

Fai il social media manager? Ne cerchi uno? Ecco cosa puoi imparare da Affari di Famiglia un programma che in casa nostra amiamo molto (l’unico che mette d’accordo marito e figlia a ora di cena oltre a Cuochi E Fiamme).

Ascolta il cliente

La famiglia Harrison e tutto lo staff del  Gold & Silver Pawn Shop di Las Vegas per prima cosa ascoltano il cliente. Le due domande di apertura di ogni trattativa sono “Cosa abbiamo qui?” e “Come ne sei venuto in possesso?”.

Ok, siamo in un negozio di pegni e capire come un oggetto è arrivato in mano al cliente è importante per molti motivi, ma quello che dobbiamo cogliere è l’importanza che danno all’oggetto stesso e alla sua storia.

Chiedono al cliente “Quanto vuoi farci?” per capire le sue aspettative, proprio come dovrebbe fare un buon consulente di comunicazione.

Qual è la storia del cliente? Come sono nati i suoi prodotti? Quali sono le sue aspettative e i suoi bisogni? Queste sono le domande che un social media manager deve fare.

Cari imprenditori, se la persona che avete di fronte non vi fa queste domande, se non cerca di capire a fondo voi e la vostra azienda (dal prodotto ai collaboratori) prima di proporre una strategia…beh allontanatevi il più in fretta possibile!

Tratta con passione ogni tema che ti si propone

Ok, ognuno di noi ha dei temi che predilige trattare, aziende con cui preferisce avere a che fare e per cui ama creare strategie e contenuti. Per me sono le PMI in genere con un focus particolare sul coaching e sull’agroalimentare.

Ciò non toglie che il lavoro è lavoro. Scegliere è importante da un punto di vista etico e fatto questo nulla ci vieta di acquisire clienti che esulano dai nostri temi preferiti. Anzi, spesso è divertente sfidare noi stessi su una tipologia di azienda molto fuori dai nostri standard!

Ecco, gli Harrison ci insegnano anche questo anche se ogni membro della famiglia ha i suoi campi preferiti, non si fermano al conosciuto e consueto, ma spaziano su più campi, si appassionano agli oggetti che vengono proposti e accolgono la sfida di imparare cose nuove e scoprirsi più preparati di quanto essi stessi pensano.

Se non sai fatti aiutare

“Non sono molto ferrato sul tema. Ti dispiace se chiedo a un esperto?”. Ecco un’altra frase che in Affari di Famiglia sentirete dire spesso.

Questo è un problema per molti social media manager (e consulenti in generale): ci sentiamo in dovere di fare i tuttologi. Pensiamo di dover sapere sempre tutto, di dover essere esperti di contenuti, social media policy, SEO, programmazione, grafica e mille altre cose.

Ecco, lo dico chiaro e tondo: NO. Io quando un cliente mi chiede “Mi fai il sito?” o “Mi crei i logo e il coordinato aziendale?” rispondo con semplicità che non è il mio mestiere e che posso indirizzarli verso professionisti preparati di cui mi fido come di me stessa. Non ci vedo nulla di male, anzi!

È ora di capire che la verticalizzazione è fondamentale e che professionalità significa soprattutto offrire al cliente il miglior servizio possibile, anche quando non siamo noi ad erogarlo direttamente.

Alle aziende dico: diffidate dei tuttologi. O state parlando con una grande agenzia strutturata (per capire se è vero recatevi nei loro uffici, chiedete informazioni e referenze al di là dei loghi sul sito), o vi stanno vendendo un lavoro di scarsa qualità.

Scegli un atteggiamento positivo e cordiale

Se notate, gli Harrison si pongono sempre con ironia, un sorriso e senza perdere le staffe. Ok, magari in TV non ci fanno vedere i casi peggiori con cui hanno a che fare, ma diciamocelo: ci sono certi loro clienti che farebbero scappare la pazienza a un santo!

La positività attira sempre positività. Condividi il Tweet

E questo sia i consulenti che i clienti dovrebbero impararlo. Un atteggiamento cortese e aperto all’ascolto empatico dell’altro aiuta sempre la comunicazione e quindi la buona riuscita del progetto con soddisfazione di tutti.

Valuta il budget e fai controproposte

Rick chiede sempre al cliente quanto vuole per l’oggetto proposto, dopo di che valuta:

  • il valore reale dell’oggetto
  • il costo di eventuali riparazioni/restauri
  • quanto potrà realizzare da una eventuale vendita.

Sulla base di ciò fa una sua controproposta.

Bene, in una trattativa per un incarico di social media management vigono le stesse regole:

  1. valuta la proposta che intendi fare al cliente e assegnale un valore
  2. aggiungi eventuali costi di gestione (acquisto foto, consulenti esterni che dovrai coinvolgere, opzione “rotture di scatole inaspettate”, ecc…)
  3. parametra il tutto a quanto il tuo cliente potrà ricavare (in termini di nuovi clienti, quote di mercato o reputation) e verifica la congruenza del tutto
  4. valuta il budget del cliente ed eventualmente riparametra l’offerta (non il prezzo e basta ma tutta l’offerta: mai lavorare sottocosto).

Impara a dire di no

Se hai fatto una proposta intelligente, se eventualmente hai studiato un piano B per venire incontro alle esigenze economiche del cliente, creando una seconda proposta di minor impegno e minor budget, e nonostante tutto questo non trovi un punto di incontro…impara a dire di no.

Non svendere il tuo lavoro. Non svendere il tuo tempo. Condividi il Tweet

Queste sono regole fondamentali per evitare di trovarsi collassati sotto una mole di lavoro abnorme rispetto agli introiti generati.

E tu cosa ne pensi?

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