brief azienda cliente

Elaborare il brief: l’azienda cliente

 

Oggi inauguriamo una serie di post a cui tengo molto e che penso siano molto importanti perché hanno come tema il brief creativo, in sostanza gli appunti che si prendono durante i primi incontri col cliente e che ci serviranno per impostare il nostro lavoro dal listening al piano editoriale.

Oggi parliamo in particolare della parte relativa al nostro cliente.

Premessa: io nasco metalmeccanica e tutto quello che leggerai qui l’ho imparato dalle due migliori “brieffatrici” che conosco, ovvero Flavia Rubino e Vanessa Vidale. Io ho preso, mixato e adattato alla mia esperienza e al mio schema mentale le loro indicazioni, ma sostanzialmente in quello che leggerai c’è tantissimo di loro. Seguile con costanza e imparerai anche tu.

Un buon brief può fare la differenza fra un lavoro efficace e un lavoro approssimato. Condividi il Tweet

quindi investici tempo e seguimi nel ragionamento.

Informazioni generali

C’è una prima categoria di informazioni che devi raccogliere e che di solito vengono trascurate, ovvero quelle relative alle generalità dell’azienda e del progetto:

  1. Ragione Sociale: sì, arriva un momento in ogni progetto in cui darai disperatamente la caccia alla ragione sociale precisa del cliente ma anche a indirizzo, telefono, website e tutti quei dati che la identificano. Raccoglili subito e non pensarci più.
  2. Descrizione: io qui metto un minimo di info sull’azienda come ad esempio la storia, l’attuale situazione di mercato e le mie impressioni generali
  3. Prodotto/servizio: cosa fa l’azienda? Qui entro nel dettaglio della sua operatività, della gamma di prodotto e delle caratteristiche salienti del servizio offerto. Ricorda di non trascurare i cosiddetti “servizi accessori” come post vendita, packaging, manutenzione, ecc…
  4. Struttura: locale, regionale, nazionale, multinazionale? La dimensione dell’azienda ci può dire molto sulla sua struttura e su come comunicare la sua realtà.
  5. I contatti: chi sono i nostri contatti in azienda? Qual è il loro ruolo? E i loro recapiti?

Io di solito mi faccio anche due spunte: “logo richiesto” e “logo ricevuto” per non dimenticare di chiederlo. Se no finisco a cercarlo on line con risultati spesso orridi perché generalmente vengono caricati sui siti in bassa risoluzione.

La comunicazione

Come si è mossa l’azienda finora nel mondo della comunicazione? È importante saperlo per capire eventuali errori, esigenze e soprattutto per avere una solida base di partenza per i successivi passi da fare.

Ecco su cosa indagare:

  1. Agenzia attuale/precedente: sapere il nome di chi (si spera) sotituirai è fondamentale perché ti fa capire il livello di analisi e precisione a cui il cliente è abituato, nonché di identificare eventuali errori standard che sapete il “collega” commette.
  2. Mezzi solitamente utilizzati: questo parametro ti farà capire sia come integrare il piano digital nella comunicazione “tradizionale”, sia come relazionarti con il cliente a seconda della sua predisposzione al 2.0. Ricordi il parlare semplice? Ecco, qui puoi settare l’altezza dell’asticella.
  3. Gap percepiti/dichiarati dal cliente: ovvero i punti di debolezza. Qui inizia la serie delle domande rognose a cui i clienti non vogliono mai rispondere (l’altra la vedremo in un intero post dedicato). Di solito le aziende si dichiarano tutte “leader di settore” lo sai, vero? E nessuna di loro ha mai difetti, gap, problemi. Finché non si va a fondo e non si chiede cosa viene segnalato dai loro clienti al costumer care o ai venditori. Insisti su questo punto perché sarà fondamentale per l’elaborazione della strategia.
  4. Budget allocato in passato: quanto ha speso in passato l’azienda? Quanta propensione ha in generale a investire in comunicazione? Siamo la loro “nave scuola”?
  5. Ha raggiunto gli obbiettivi desiderati con gli eventi, la comunicazione, le campagne, che ha realizzato e quali sono stati gli eventuali fattori critici: la spesa di cui sopra li ha lasciati soddisfatti? Ci sono clienti che sono capitati nelle mani sbagliate o perché si sono affidati a cuggini e improvvisatori o perché chi avevano di fronte non ha saputo interpretare al meglio le loro esigenze e/o il mercato di riferimento. Questa domanda è fondamentale per capire il livello di resistenza del cliente alla comunicazione digitale. E per non commettere gli errori fatti in passato.
  6. Disponibilità all’investimento in comunicazione ovvero budget previsto per il progetto: combinato con il punto 4 questo parametro ti darà la misura di quanto a fondo scavare, di quanto impegnare la tua creatività…insomma di quanto sbatterti per l’azienda in questione. Ricorda di indagare anche se, a fronte di un basso investimento iniziale, ci sono però spazi per una crescita del budget in futuro. In questo caso può valere la pena lavorare per meno ipotecando una collaborazione fruttuosa per il domani.

Che ne dite? State capendo perché un buon brief è fondamentale?

E tu cosa ne pensi?

2 thoughts on “Elaborare il brief: l’azienda cliente

  1. Bell’articolo… e soprattutto ben scritto. “Sai fare il tuo lavoro ragazza”… Di dove sei tu? Rispondimi di Roma e ti invito per un caffè o una birra.

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