Le 5 regole del marketing che puoi lasciar perdere

Sai che questo è un momento in cui mi sento discretamente anarchica da un punto di vista professionale. O meglio, mi sono stufata del “il metodo per fare le cose è questo”. Punto. Zero margine di discussione, regole del marketing che valgono per tutti, in tutti i campi, sia che tu sia una multinazionale, una PMI, una professionista o uno sherpa tibetano in viaggio con la spedizione che scalerà l’Himalaya.

Intendiamoci, io amo le regole, non mi ha morso un ragno radioattivo modificandomi la personalità, ma al netto di non sopportare una riga storta, una torta tagliata male e una frase grammaticalmente scorretta, so che per ogni business e per ogni imprenditrice c’è una strategia specifica e che alcune pseudo-regole possono serenamente andare farsi…friggere.

Ecco quindi le 5 regole del marketing che ritengo assolutamente idiote.

Non far mai vedere le tue debolezze e i tuoi errori

Ecco, questa cosa che la tua immagine on line debba essere sempre di una fantastica imprenditrice superfiga che, nell’ordine:

  • non si ammala mai
  • non si arrabbia mai
  • non sbaglia mai
  • non ha mai cedimenti verso il trash, kitsch o nazionalpopolare
  • mangia sempre sano, sanissimo
  • è sempre felice
  • ecc…

mi fa ammattire.

Intanto perché se sei così nella vita fai attenzione ai cani antidroga perché prima o poi scopriranno di cosa ti fai e saranno cavoli amari, e poi perché è finta a livelli talmente assurdi che a confronto la Barbie è la mia vicina in carne ed ossa.

L’alternativa

Sii onesta, trasparente, ovviamente senza essere lagnosa. È inutile mentire su te stessa o fingere una vita perfetta e patinata quando magari hai un raffreddore tremendo e rimandi una call perché non riesci nemmeno a parlare.

Non perderai clienti se un giorno ammetti che c’è stato un problema con una spedizione e usi i social per scusarti e porre rimedio pubblicamente. Anzi! Guadagnerai consensi (= clienti) perché la verità è sempre una strategia vincente.

Posta sempre allo stesso orario

Questa mi fa davvero ridere.

Ok, è vero che dare appuntamenti fissi ai clienti è utile, ma non morirà nessuno se un giorno su Instagram pubblichi alle 9.00 e il giorno dopo alle 11.00.

Come dico sempre: il piano editoriale non è scolpito nella roccia e firmato col sangue. Non ci credi? Fai un salto qui.

L’alternativa

Diciamo che è bene definire una fascia oraria: mattina, pomeriggio, sera. E delle rubriche fisse che renderanno affezionati i tuoi lettori, ma questo non deve vincolarti in modo rigido o farti venire l’ansia perché hai sforato l’orario.

Stai sul pezzo e parla di quello che va di moda

Miseria che noia!

Abbiamo timeline social sempre più noiose e mille gruppi che parlano tutti delle stesse cose.

Ok essere aggiornati, ok tenere d’occhio le ultime notizie, ma seguire sempre e solo l’onda ti renderà solo noiosa e, spesso, una brutta copia, perché sarà dura arrivare sempre per prima.

L’alternativa

Quando parli di una news di settore importante e magari già ampiamente dibattuta, fallo con un taglio diverso, con il tuo stile, con una nuova prospettiva. La tua prospettiva. E soprattutto parla di ciò che ami fregandotene di quello che “è cool”.

Il cliente ha sempre ragione

Il cliente a volte ha torto. Torto marcio. Quando? Quando è maleducato, quando chiede cose fuori budget “perché tanto ci vuole poco”, quando non ti paga o paga con tempi indefinitamente lunghi.

Io ho rifiutato clienti, recentemente ho dato risposte estremamente oneste che hanno portato persone verso altri lidi, tipo che non uso Whatsapp per comunicare coi clienti e che il sabato e la domenica non lavoro (ho fattore centemente un’eccezione per una cliente a cui tenevo molto e che era davvero impossibilitata a fare altrimenti).

E sai cosa è successo? Le clienti sono arrivate lo stesso! Clienti giuste, belle persone che hanno trovato in me la risposta ai loro bisogni. Cosa posso chiedere di più? Ok, mangiare un chilo di nutella senza ingrassare, ma questo non è il tema di oggi 😉

L’alternativa

Rispetto. Sempre. Per i tuoi clienti e per te stessa. Fa sentire il cliente accolto, stimato, coccolato e pretendi (sì, ho detto pretendi) di ottenere in cambio rispetto per te e per il tuo lavoro. E se devi dire di no a qualcuno o allontanarlo da te…fallo senza remore e con eleganza, pensando sempre che al 99,9% non sarebbe stato piacevole lavorare assieme. Per nessuno dei due.

Sii superiore, diventa l’Esperta

Ecco, questa è una delle cose più insegnate ai corsi di social media marketing e personal branding: fa in modo che tutti ti vedano come l’Esperta nel tuo settore (sì, possibilmente con la E maiuscola).

Se questo, però, significa mettersi in cattedra, fare quella che non ha bisogno di formazione, e dichiarare competenze che non si hanno, meglio lasciar perdere non credi?

Sarebbe come se io ti dicessi di seguire i miei corsi di scrittura e poi sbagliassi i congiuntivi!

L’alternativa: condividi le tue conoscenze, il tuo sapere e il tuo approccio alla professione che svolgi, ma fallo in modo allegro, come a un aperitivo fra amici e, se ti occupi di formazione, spiega qual è la tua esperienza e quali sono i risultati che ti permettono di costruire un corso efficace. Insomma, per me personal branding fa rima con umiltà, che non significa sminuirsi ma porsi in modo intelligente e senza fare “la sborona”, come diciamo noi in Emilia.


Bene, spero proprio di averti tolto di dosso un po’ di pesi e di ansie da prestazione, perché davvero servono a poco.

Sai che non credo nei “si deve” e nei metodi preconfezionati, probabilmente perché quando qualcuno, parlando con me, inizia con “Tu devi…” mi sale il crimine in un secondo 😀

Se, a questo punto, ti stai chiedendo cosa devi fare tu per la promozione della tua attività, puoi iniziare da qui.

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